Fitto-Forza Italia, è di nuovo scontro a colpi di favole e “X Factor”

Più casting che politica, Forza Italia è come “X Factor”. La miccia contro il suo ex partito l’accende Raffaele Fitto, ora leader di “Conservatori e riformisti”. La replica non si è fatta attendere e il coordinatore pugliese Luigi Vitali replica così: «Leggere queste dichiarazioni su Fi mi fa venire in mente la fiaba della volpe e l’uva: non ci arriva a dice che è acerba. Soprattutto dopo la sua performance un po’ triste alle ultime elezioni nella sua regione, figuriamoci nelle altre…». Poi l’affondo: «Forse – aggiunge in una nota – a Fitto piacerebbe tanto non aver fatto quei passi falsi, dettati solo da un’avida ingordigia di potere e visibilità personale, che lo hanno infilato poi in un cul de sac. Costringendolo a fare i bagagli e lasciare il partito che tanto gli ha dato in termini di crescita politica». Vitali non gliele manda a dire: «Lui, come tanti giovani a cui il presidente Berlusconi sta dando fiducia, ha potuto godere della vicinanza al nostro leader che, oggi come ieri, continua ad essere l’unico riferimento per tutto il popolo di centrodestra. E Fitto è bene che se ne faccia una ragione». La diatriba Fitto-Forza Italia procede.

«X Factor? Ricorda che anche tu…»

Quanto alla polemica sul “casting” che FI opererebbe a discapito della politica vera, Vitali osserva che «Fitto ha dimenticato la sua storia». Proprio lui si “scandalizza” per i giovani leader selezionati come ad X Factor. «La domanda sorge spontanea: quando è diventato lui presidente di Regione perché qualcuno ha creduto in lui, che differenza c’era? Peraltro, punta il dito contro giovani professionisti che rappresentano egregiamente i cittadini nelle istituzioni, senza cognomi altisonanti ma solo ricchi del loro impegno quotidiano. Chi è totalmente fuori fase, e in uno stato di confusione non se ne rende conto, è lui: si ispira all’inglese Cameron, che gli italiani non considerano affatto, propinando un modello che forse piace solo a lui». «Tanto vero è – conclude il suo ragionamento – che persino in Puglia non ha registrato alcun risultato significativo, perché il suo progetto non convince e non appassiona proprio nessuno. Per quanto concerne il futuro del centrodestra, è chiaro che i Conservatori e Riformisti (un po’ come “pompieri ed incendiari”) abbiano colto la fugacità del suo percorso. Infatti, stanno ritornando alla spicciolata sui loro passi riconoscendo a Forza Italia il ruolo di guida politica e culturale all’interno del centrodestra italiano e pugliese».

«A noi Cameron, a voi Renzi»

Il botta e risposta prosegue e la controreplica è affidata al deputato fittiano Antonio Distaso.  «L’onorevole Vitali attacca il progetto dei Conservatori e riformisti che nasce da una scelta sofferta e lungamente meditata che non è il caso di affrontare ancora una volta. Vitali parla della favola della volpe e dell’uva: sappiamo che questo è un campo che conosce bene. È da tempo che ascoltiamo le sue affabulazioni, ma sono tutte storie con un finale triste». Ancora: «Vitali ironizza  sulla nostra decisione di aver scelto come modello di riferimento l‘Inghilterra di Cameron, anziché l’Italia di Renzi, che il coordinatore regionale di Forza Italia evidentemente preferisce», è la stilettata di Distaso. «Ricordiamo a Vitali che quello inglese rappresenta un esempio vincente: in pochi anni ha saputo ridurre la disoccupazione e creare nuovi posti di lavoro. Ma questo per Vitali, abituato soltanto alla parole e non alla concretezza, appare un risultato risibile», aggiunge , sottolineando: «Avremmo voluto contribuire a rendere FI un partito moderno e realmente contendibile; una visione che non può appartenere certamente a Vitali. Lasciamo Vitali alla sua interpretazione della realtà attraverso fiabe e favole. Noi continuiamo a lavorare su fatti concreti nell’interesse dei cittadini».