Finalmente il Governo si occupa di Napoli: “Camorra emergenza nazionale”

Ministro Orlando, come si affronta la criminalità giovanile? «Non si può non essere preoccupati per il coinvolgimento di tanti ragazzi in vicende criminali. La situazione, a mio modo di vedere, è frutto di un’implosione sociale. Non può essere risolta se prima non si individuano i fattori di questa vera e propria contaminazione criminale di pezzi di società». Da dove bisogna iniziare, allora? «Tutto ciò che fa società rappresenta – spiega il Ministro a “la Repubblica” – la risposta alla penetrazione culturale ed economica di cui la camorra si è resa protagonista. Dunque è fondamentale il contrasto all’evasione scolastica. Va sostenuto concretamente chi, con abnegazione e coraggio, è in prima linea nei quartieri disagiati e si fa promotore di momenti di denuncia, incontro e crescita collettiva».

Contro la camorra guardiamo alle parrocchie, alle associazioni, alle scuole

L’età di chi commette reati si abbassa ogni giorno di più. È arrivato il momento di rivedere il codice minorile? «Le sanzioni per i minorenni esistono già. Poi, è giusto interrogarsi davanti a una criminalità organizzata che si evolve con grande rapidità. Credo però che prima di tutto debba esserci il contrasto di carattere sodale. Ha ragione Raffaele Cantone, quando parla di “welfare di camorra”: dove lo Stato si ritrae oppure non è in grado di includere e la società si ammala, i luoghi collettivi si indeboliscono e la criminalità trova spazio. I disagi delle famiglie, la crisi economica, la mancanza di lavoro, rafforzano il tessuto malavitoso e rappresentano, per questa ragione, il primo tema su cui discutere».

Roberto Saviano contesta al premier Renzi e al governo di trascurare il problema della camorra

«Sul Sud le prime risposte arriveranno dalla legge di stabilità. Quanto alla camorra, credo che il rilievo di Saviano sia ingeneroso. Il governo sta portando a termine un percorso legislativo im portante sull’aggressione ai patrimoni dei clan e per rendere più efficiente l’utilizzo dei beni confiscati. Si tratta di interventi che hanno come obiettivo quello di indebolire la potenza economica e finanziaria delle mafie. È stato approvato anche il reato di autoriciclaggio con le norme e l’azione contro la corruzione che è la principale arma della camorra. Si può sempre fare di più, naturalmente. Questi però sono fatti».