“Fermare Corbyn con ogni mezzo”: minacce golpiste sullo Tsipras inglese

Fermare Jeremy Corbyn, «con mezzi leciti o illeciti», se mai il nuovo leader laburista britannico – noto per le sue idee pacifiste e il suo programma sociale anti-austerity – dovesse avvicinarsi davvero alla guida del governo. Fanno scandalo in Gran Bretagna le parole di un generale dell’esercito in servizio denunciate in prima pagina dall’Independent come minacce di vago sapore “golpista”. Il ministero della Difesa si è affrettato a rendere nota questa sparata e a condannarla, ma senza svelare il nome dell’alto ufficiale. Mentre il Labour ha evitato reazioni formali, ma ha fatto sapere ufficiosamente di considerare inaccettabile che un generale di Sua Maestà «dimentichi di essere soggetto a una democrazia». L’ufficiale, scrive il giornale, si è lasciato andare a commenti degni di un piano di «ammutinamento» criticando le posizioni storicamente anti-Nato di Corbyn, le sue idee su un contenimento degli effettivi delle forze armate britanniche, la sua opposizione a interventi militari all’estero non sotto capello Onu, il suo “no” alle commesse miliardarie per i nuovi sottomarini nucleari Trident. Il neoleader laburista ha ribadito di recente la propria condanna delle azioni di guerra condotte dal Paese in anni passati. E ha evocato una revisione dei rapporti con la Nato. Secondo vari sondaggi, la maggioranza dei britannici è peraltro d’accordo nel giudizio negativo sugli interventi militari in Iraq e Libia e scettica su eventuali raid in Siria.

 

Per un inglese su due il programma di Corbyn è “interessante”

Jeremy Corbyn, che è il nuovo leader anti-austerity dell’opposizione laburista e ha molti temi in comune con la sinistra greca di Tsipras, ha tra i più popolari cavalli di battaglia del suo programma la nazionalizzazione delle ferrovie, privatizzate negli anni ottanta dai conservatori. Per Corbyn la battaglia continua anche su altri fronti, sotto il fuoco delle polemiche concentriche dei giornali filo-Tory. Il Sunday Telegraph lo ha messo sotto accusa per aver appena lasciato la presidenza di un’associazione pacifista sul cui sito sarebbe stata postata una filastrocca offensiva sulla regina, mentre altri evocano una fronda dell’ala moderata del gruppo parlamentare del Labour (che il nuovo leader dei LibDem, Tim Farron, cerca ora d’attrarre nel suo partito) a favore dei raid in Siria. E il Mail rispolvera persino vecchie vicende private: raccontando di una presunta lite nel 1979 fra la prima moglie del “compagno Jeremy” e l’attuale ministra ombra Diane Abbott, che allora avrebbe avuto una relazione con lui. Ma malgrado tutto il Mirror pubblica un sondaggio secondo cui un 52% di britannici accredita a Corbyn di aver offerto un’alternativa politica “interessante” al Paese.