La Fed deprime le Borse europee. Pesanti perdite a Milano

Giornata difficile per tutte le Borse europee dopo la decisione della Federal reserve (Fed) di mantenere invariati i tassi e il rafforzamento dell’euro: l’indice Stoxx 600 – che contiene i principali titoli dei listini del Vecchio continente – ha ceduto l’1,84%, che equivale a 140 miliardi di euro bruciati in una seduta. Ultima seduta di settimana pessima per le Borse europee, tranne Londra che ha provato a contenere le perdite attorno al punto percentuale e Atene che ha chiuso in rialzo dello 0,7% alla vigilia delle elezioni. A Milano l’indice Ftse Mib ha ceduto il 2,65% a 21.514 punti, l’Ftse All share ha perso il 2,39% a quota 23.135, con i mercati che hanno accusato i timori sull’economia mondiale dopo la decisione della Fed di confermare i tassi e il conseguente rafforzamento dell’euro. Effetto Fed, euro risale sopra 1,14 dollari – Il dollaro si indebolisce ancora contro le principali valute, dopo la decisione della Federal Reserve di non rialzare i tassi. L’euro si è rafforzato fino a 1,1460 dollari per poi assestarsi attorno a quota 1,1425 e si avvia a chiudere la settimana con un rialzo dello 0,8%. Nel cross con lo yen il biglietto verde è sceso a quota 119. In base ai grafici Bloomberg, il Dollar Spot Index mostra un calo dello 0,4% prospettando una chiusura di giornata sui minimi dal 24 agosto scorso.

L’appuntamento ora è per ottobre, quando è  in calendario la prossima riunione della Fed. Un incontro per il quale non è prevista nessuna conferenza stampa che, però, potrebbe essere convocata se si deciderà di aumentare i tassi. Wall Street, debole dall’inizio di seduta, prima gira in negativo per poi tornare al segno più. ”Ottobre resta una possibilità” afferma il presidente della Fed, Janet Yellen, sottolineando che la maggior parte dei membri della Fed continua a ritenere che una stretta ci sarà quest’anno. Solo quattro membri vedono un aumento dopo il 2015. Yellen cerca di allentare però le attese: ”L’importanza del primo aumento non deve essere esagerata”. I tassi – spiega Yellen – prima o poi aumenteranno: ”sarei sorpresa se non riuscissimo a scappare ai tassi a zero”. La Fed si attendeva un rallentamento della Cina e le tensioni sui mercati in agosto hanno riflettuto soprattutto i rischi legati al Dragone cinese. Il nodo – mette in evidenza Yellen – e’ vedere ora se ci sono ulteriori inattesi rischi in una crescita cinese piu’ lenta. L’attenzione però è  anche sui mercati emergenti in generale, nei confronti dei quali c’è ‘ stata una fuga di capitali. ”Da giugno c’è stata una stretta delle condizioni finanziarie”, che si è riflettuta sui mercati e sul dollaro. Ma la Fed non risponde agli alti e bassi del mercato. ”Siamo concentrati nel valutare come l’incertezza ha effetto sui nostri obiettivi” afferma Yellen, sottolineando che gli sviluppi internazionali non hanno alterato in modo fondamentale l’outlook dell’economia. Il presidente della Fed precisa che la banca centrale non intende attendere di aver centrato i suoi obiettivi, la piena occupazione e la stabilitàdei prezzi, prima di aumentare i tassi.