Esposito continua con le offese: sono qui perché i romani non sono capaci

Niente scuse per il “Roma merda”. L’assessore del Pd Esposito insiste e rivendica addirittura la bontà del suo comportamento, nonostante le critiche feroci piovutegli addosso, sia dalla politica, che dalla rete. Non ci aspettavamo niente di diverso, l’arroganza di certi politici non ha limiti, così come il senso del ridicolo non scalfisce la protervia. E nonostante tutti ma proprio tutti – politici di centro, destra e sinistra- l’abbiano esortato alle scuse a Roma, ai romani, ai romanisti, l’assessore ex ultras juventino non fa alcun passo indietro, anzi rilancia.

Esposito:«Sono qui perché i romani non sono capaci»

«Non chiedo scusa, non chiedo scusa per il mio passato. Quello che facevo a 16 anni è qualcosa che interessa la città di Roma?». Così l’assessore ai Trasporti di Roma e senatore Pd Esposito su Sky Tg 24 è tornato sulla polemica originata dal racconto di essere stato un ultrà della Juventus e per aver canticchiato “Roma m…” alla radio. Le scuse di Esposito ai romanisti sono state chieste tra gli altri dall’ex premier e compagno di partito Massimo D’Alema, che in alternativa ha chiesto al sindaco Ignazio Marino di scusarsi. Esposito ha perso l’occasione per fare una figura meno barbina di quella fatta alla “Zanzara” e a nulla sono valse le ire della rete e degli utenti Atac di fronte all’ignoranza in tema di viabilità. Non si tratta solo di diatriba calcistica, non è questione di tifo, è questione di stile e di ruolo ricoperto. Lo stesso stile che gli manca quando insiste su un’ altra lacuna ben più grave per un assessore capitolino sulla quale il tacere sarebbe stata scelta migliore: non conoscere Roma. La polemica sul fatto che Esposito, da torinese, non conosca una linea Termini-Vaticano che attraversa una parte centrale di Roma come il 64 grida vendetta. Eppure ha ancora il coraggio di replicare a chi come noi chiedevamo lumi sul perché uno come lui fosse stato gratificato con un assessorato : «Io sono qui per fare interventi che evidentemente la classe politica romana, in senso ampio, non è stata capace di fare».

Molti sarebbero gli assessori migliori di Esposito

Viene da ridere. Ricordiamo a Esposito che romano o piemontese che sia, un amministratore ha il dovere morale di conoscere a menadito le linee degli autobus della città di cui miracolosamente, inspiegabilmente, è diventato assessore. Quindi non è chiaro di quale competenze lui sia portatore rispetto ai “romani”. Rispetto a lui molti “pendolari” di nostra conoscenza saprebbero fare l’assessore ai Trasporti in maniera brillante, lui no. Eviti gli atteggiamenti da “salvatore della patria”, almeno.  Esposito poi cerca di “buttarla in caciara” e arrivando in Campidoglio in maniera un po’ sgraziata, visto il precedente, esclama: «Quanti romanisti ci sono qui…». “Ce la ricanta?”, lo provoca un  cameraman riferendosi al coro da stadio “Roma m….” intonato in radio. «Adesso non esagerate, andatevela a risentire», replica. «Si arrabbierà il sindaco Marino?», gli chiedono.«Non è un problema mio, non ci siamo ancora visti». Già, purtroppo, è un problema nostro.