De Magistris: «Chi indossa la maglia con la ruspa è complice di un genocidio»

La ruspa, tutta colpa della ruspa. Tutti i mali vengono da quell’arnese. E chi lo elegge a simbolo è complice, è il diavolo. Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, trova il nemico. E trova anche il modo di mettersi in mostra, prendendo gli applausi dei buonisti d’annata e della sinistra antagonista. Il nemico è il razzismo che è insito in buona parte degli italiani, di cui si fa interprete il razzista per eccellenza, e cioè Salvini. Neppure una parola, però, sui crimini commessi dagli immigrati, su questo argomento meglio chiudersi la bocca. «Oggi chi si gira dall’altra parte o mette una ruspa sulla maglietta o è indifferente, è complice di un genocidio del Terzo Millennio dal punto di vista morale, politico e istituzionale e io non voglio essere complice», ha detto parlando dell’immigrazione. Probabilmente gli sfugge che la ruspa non è contro gli immigrati ma per abbattere i campi nomadi, un piccolo particolare di cui non tiene conto.

La reazione alle parole di De Magistris

«Proviamo profonda indignazione per le parole del sindaco De Magistris pronunciate nel corso di una trasmissione andata in onda su La7. Insinuare che i leghisti volevano sparare sulle donne e i bambini immigrati è un chiaro segnale che la sua amministrazione è alla frutta. Le sue mancanze come primo cittadino della terza città d’Italia, ormai palesi a tutti i napoletani, non possono essere celate attraverso provocazioni di questo genere». Ad affernarlo è Giancarlo Borriello, portavoce di “Noi con Salvini” a Napoli. «Il sindaco rivoluzionario l’unica cosa che è riuscita a rivoluzionare in questi anni è la sua personale e personalistica giunta. Questa volta ha davvero passato il segno. Una cosa è il dialogo politico e altra cosa è accusare qualcuno di essere un assassino. Credo che la situazione sia sfuggita di mano anche ai conduttori, colleghi giornalisti, che forse avrebbero dovuto gettare acqua sul fuoco. A nome di tutti i napoletani che simpatizzano per Matteo Salvini e delle milioni di persone che votano la Lega attendiamo le scuse del sindaco perché pensiamo che un padre di famiglia sappia riconoscere quando è il caso di fare un passo indietro e abbassare i toni. In caso contrario ci riserviamo di valutare tutta le soluzioni al fine di tutelare la dignità di tutti gli iscritti che nulla hanno a che fare con la follia di cui ci accusa De Magistris alla vigilia di una campagna elettorale che lascia presagire nulla di buono. Le falsità sulla Lega raccontate dal primo cittadino – conclude Borriello – sono solo la punta dell’iceberg delle falsità che sta propinando ai napoletani da anni».