Cuba, i dissidenti anticomunisti: «Il Papa non ci ha degnato di uno sguardo»

Cuba, i dissidenti anticomunisti restano con l’amaro in bocca: con il Papa ormai partito per gli Stati Uniti, si tracciano i primi bilanci su una visita storica su più fronti, ma che ha lasciato rammarico negli oppositori di regime, una fronda intestina molto nota all’estero e di fatto sconosciuta nell’isola. Ormai da giorni, i diversi esponenti e gruppi militanti in nome dell’anti-castrismo hanno manifestato, prima il proprio scetticismo, poi la delusione, in quanto nella “quattro giorni” del viaggio di Bergoglio, nelle tre città visitate (AvanaHolguinSantiago), non c’è stato spazio per un contatto con la disidencia.

Cuba, la delusione dei dissidenti

Da Berta Soler, leader delle Damas de Blanco, alla blogger Yoani Sanchez, per finire con Elizardo Sanchez, tale disappunto è stato espresso in mille modi, con toni in qualche caso anche duri. Nel tracciare appunto il primo bilancio del dopo-visita, qualche sito sottolinea che «la visita è finita con un gesto di sostegno al regime». Di più: ed è soprattutto la Sanchez a dirlo sul suo sito 14 y medio, il Papa argentino, «abile» mediatore del riavvicinamento con Washington, all’Avana ha perso un’opportunità per portare a termine «una mediazione storica, quella tra il governo e il popolo di Cuba». E nel sottolineare come in questi giorni Raul Castro abbia di fatto sempre accompagnato il Papa, la blogger cubana parla d’altra parte di un «presidente chierichetto», che è parso essere «alla ricerca dell’assoluzione di una lunga lista di peccati».

Il silenzio sugli arresti degli attivisti

E non è tutto: anche la Soler ha, da parte sua, raccontato minuziosamente come sabato, il giorno dell’arrivo del Papa nell’isola, sia stata «bloccata» insieme ad altri oppositori «da una pattuglia della polizia… ci sono stati spintoni e colpi, come avviene d’altra parte tutte le domeniche», ha precisato, riferendosi alle marce all’Avana che le Mujeres de Blanco organizzano appunto una volta la settimana. E a rincarare la dose, infine, è intervenuto anche Elizardo Sanchez che, tra l’altro, ha denunciato, e non è stato il solo, «l’arresto arbitrario di decine di attivisti». Arresti che, comunque, ormai da qualche anno sono in gran parte dei fermi: gli oppositori vengono cioè portati per qualche ora in un commissariato, e poi rilasciati. Da più parti sul fronte anti-castrismo, il viaggio del Papa è stato d’altro lato definito come «troppo equilibrato», se non addirittura «tiepido». E in molti siti web, ormai da un paio di giorni, circolano le immagini di quattro dissidenti che domenica, alla Plaza de la Revolucion all’Avana, hanno cercato di avvicinarsi al papamobile. Uno di loro, Zaqueo Baez, è in effetti riuscito nel tentativo, solo, però, appena per qualche istante…