La Corte di Conti chiede lumi a un comune per 48 euro di caramelle…

Caramelle per bambini sotto inchiesta. Offerte ai piccoli arrivati in Comune, ma anche agli studenti delle superiori, in occasione della manifestazione «Luce di Betlemme 2014». Totale spesa: 48,25 euro. Su cui la Corte dei Conti chiede lumi al sindaco di Treviglio, Beppe Pezzoni, che sul suo profilo Fb si dice «esterrefatto». E noi lo siamo più di lui. Le indagini avviate dalla Corte dei Conti sull’“orrendo spreco”, come scrive con ironia il sindaco su Fb,  lasciano senza parole per lo zelo dei magistrati contabili su casi come questi. Oltre alle caramelle, nel mirino della Corte vi sono anche 58,56 euro spesi per i diplomi del premio San Martino, 122 euro per le targhe sempre del premio San Martino, 224,70 euro per le piante dello spazio polifuzionale. Totale, dunque, poco più di 400 euro, per i quali la Corte chiede perentoria «risposte in merito all’inerenza e alla congruità delle spese con finalità di rappresentanza». Dal canto suo il sindaco si dice “esterrefatto: quanto costerà al Comune e alla stessa Corte una verifica del genere?”.

Vero che la Corte, spesso, di routine effettua indagini campione, senza che queste presuppongano necessariamente il dolo, ma certo appare francamente inconcepibile che i magistrati non abbiano ben altre spese per ben altri importi di cui occuparsi. Spreco c’è eccome, di tempo e di lavoro inutile. I commenti sul profilo Fb del sindaco registrano lo sconcerto più totale. «Quando uno entra a lavorare negli ingranaggi della burocrazia italica sembra sia autorizzato a perdere il buon senso e la capacità di valutazione secondo logica; inoltre è uso comune negli uffici  ministeriali e parastatali indirizzare il massimo zelo alle stupidaggini piuttosto che investigare sulle “cose grosse” spesso evidenti e conosciute». Altri non ci vogliono credere: «Ma nooo, sarà uno scherzo di qualche burlone, se non fosse così ci sarebbe solo da piangere». E poi un altro, ancora più ironico: «L’anno prossimo le caramelle ai bambini le offro io (se posso)…».