Controffensiva Usa in Afghanistan: raid aereo per riprendere Kunduz

Raid aereo delle forze armate statunitensi sulla città di Kunduz, nel nord dell’Afghanistan, che era stata conquistata dai talebani. La notizia è stata data dal portavoce della missioni Usa e Nato, colonnello Brian Tribus. Contemporaneamente le forze di sicurezza afghane hanno iniziato una operazione di «riconquista» via terra della città, primo capoluogo di provincia a cadere in mano ai talebani dalla fine del regime degli studenti coranici nel 2001. Un portavoce del ministero dell’Interno, Najib Danish, ha assicurato che «alcune zone della città sono già state recuperate». Secondo quanto riportano le agenzie di stampa internazionali, sono decine i civili che hanno deciso di lasciare la città. Decine di morti e di feriti. Le equipe di Medici senza frontiere ha accolto almeno 100 persone ferite e 8 vittime. Il raid aereo è stato realizzato “per eliminare una minaccia specifica” contro le forze occidentali, ha spiegato Tribus. La città di Kunduz era  caduta nelle mani dei talebani, che hanno preso il controllo di palazzi governativi ed hanno alzato la loro bandiera sulla piazza della città. Kunduz è la prima città afgana conquistata dalle forze talebane da quando il loro regime è stato rovesciato in seguito a un’invasione guidata dagli Stati Uniti nel 2001.

Raid Usa per riconquistare Kunduz

Smentendo quanti li consideravano in crisi ed in preda a violente lotte intestine, i talebani erano  riusciti a cogliere di sorpresa le forze di sicurezza afghane ed ad assumere praticamente l’intero controllo di Kunduz City, capoluogo della omonima provincia settentrionale dell’Afghanistan. L’attacco è stato rivendicato dal portavoce dell’Emirato islamico dell’Afghanistan, Zabihullah Mujahid, che l’ha inquadrato nell’offensiva «Azb» sferrata in primavera, e per la quale Kunduz era stato definito «obiettivo prioritario». Un tentativo di conquistare a fine aprile la città, strategica per le comunicazioni con l’Asia centrale e per il potenziale agricolo non era riuscito, anche se aveva costretto alla fuga 14.000 famiglie. I «mujaheddin», dopo aver sigillato i quattro accessi al capoluogo e bloccato la strada dell’aeroporto, si sono divisi in vari gruppi avanzando verso il centro di Kunduz City. Qui hanno via via preso il controllo dell’ospedale e degli edifici del Consiglio provinciale, dei servizi segreti (Nds), dell’Alto consiglio per la pace e della rappresentanza delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama), nonché di banche private. Alcuni media hanno anche assicurato che la prigione è stata occupata dai militanti che hanno liberato molti detenuti.