Condannato a 30 anni il marocchino che sgozzò un giovane a Terni

Trent’anni di reclusione per omicidio volontario: il gup di Terni Simona Tordelli ha accolto in toto le richieste della procura e condannato con il rito abbreviato Amine Aassoul, il marocchino di 29 anni accusato di aver ucciso il ventisettenne David Raggi nella notte tra il 12 e il 13 marzo scorso, colpendolo con un vetro alla gola davanti ad un locale notturno di piazza dell’Olmo. La sentenza è stata letta in aula dopo una camera di consiglio di circa due ore, alla presenza dell’imputato, del fratello di David, Diego, di altri parenti, di alcuni amici della vittima e dei due poliziotti testimoni dell’omicidio. Tutti hanno poi sciolto la tensione in lacrime e abbracci. «È una piccola vittoria non solo per la nostra famiglia, ma per tutta l’Italia» ha detto Diego Raggi dopo la condanna. Aassoul, che non conosceva David ed era ubriaco al momento dell’omicidio, era stato espulso dall’Italia nel 2007, per poi fare ritorno nel maggio 2014, chiedendo asilo politico. La richiesta era stata però respinta prima dalla commissione territoriale di Siracusa poi, dopo il ricorso presentato dal nordafricano, dal tribunale di Caltanissetta, la cui pronuncia era però arrivata dopo l’omicidio. Sul 29enne pendeva comunque anche un cumulo di pena per vari reati commessi tra l’Umbria e le Marche. «Speriamo che queste persone riescano a capire che l’Italia non è il Paese dei balocchi, ma che si viene veramente puniti», ha continuato Diego Raggi, ribadendo comunque il suo «no al razzismo».

Delitto Raggi: il marocchino sarà espulso a fine pena

Non sono mancati momenti di tensione all’arrivo e alla partenza dell’imputato dal palazzo di giustizia. Il cellulare della polizia penitenziaria con a bordo il marocchino è stato infatti accerchiato da una piccola folla di amici e parenti, con calci e urla con insulti verso il mezzo. La sentenza del gip ha disposto anche un risarcimento (da quantificare in separata sede) per il Comune e per i genitori e il fratello della vittima (prevista una provvisionale di 150 mila euro ciascuno per i primi due e di 100 mila per il terzo), oltre all’espulsione del 29enne marocchino una volta espiata la condanna. Nessun commento, al termine dell’udienza, da parte del difensore dell’imputato, l’avvocato Giorgio Panebianco, che aveva sostenuto la tesi dell’omicidio preterintenzionale, in quanto, secondo la sua versione, il delitto sarebbe avvenuto accidentalmente.