Altro colpo alla Germania: il Fmi taglia le stime di crescita economica

È veramente un brutto periodo per Frau Merkel. Dopo la brutta storia delle emissioni tarocccate su 11 milioni di autovetture Volkswagen, ora ci si metrte anche il Fmi. L’istituto diretto dalla Lagarde taglierà le stime di crescita della Germania all’1,5% nel 2015 dall’1,6% previsto inizialmente. Per il 2016 la crescita sarà ridotta all’1,6% dall’1,7% stimato in precedenza. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando Spiegel, secondo il quale il taglio delle stime sarebbe legato al rallentamento dei mercati emergenti. Non è certo una variazione rilevante, ma è comunque il segnale del rallentamento della potenza economica della Germania. Già le precedenti stime non apparivano esaltanti e davano la misura dell’appannamento della Germania come nazione leader dell’economia europea. Ora questo abbassamento della previsione contribuisce a evidenziare ulteriormente le crepe sulla parte del modello tedesco già rivelate del caso o dell’azienda automobilistica di Wolfsburg.

Oltre alle Germania, anche la Finlandia in difficoltà

E non c’è solo la Germania a essere colpita dalla stessa arma del “rigore” che ha più volte brandito. A fine del mirino  è ora anche l'”arcigna” Finlandia.  Standard & Poor’s ha peggiorato a ‘negative’ , da stabili, le prospettive sul rating della nazione scandinava, che resta ad “AA+”. Lo comunica l’agenzia di rating, secondo cui vi sono “rischi significativi” che la crescita deluda, facendo salire ulteriormente il debito. “Vi è una possibilità su tre che abbassiamo il rating nei prossimi due anni” se la ripresa non accelera. Sia detto per inciso, Helsinki è stata in questi anni uno degli alleati più intransigenti di Berlino nell’attacco agli Stati dell’Europa mediterranea. Sono bastati pochi giorni per mutare il quadro. Speriamo solo che le amare lezioni di questi giorni costringano i governi del Nordeuropa a un salutare bagno di umiltà. Tutti se ne avvantaggerebbero. E la Germaniaper prima.