Cina, parla il dissidente anticomunista: «Io, torturato con scariche elettriche»

Il doppio volto della Cina. Da una parte il fumo negli occhi, le promesse lontane di una fantasiosa democrazia. Dall’altra le torture violente a chi non è comunista. Nella prima intervista dopo cinque anni di silenzio l’avvocato e dissidente cinese Gao Zhisheng ha denunciato di essere stato torturato con scariche elettriche e di essere stato in totale isolamento per 3 anni. Gao all’Associated Press ha detto di aver sofferto soprattutto per le torture psicologiche definite «inimmaginabili». Condannato nel 2006 a 3 anni di prigione per incitamento alla sovversione, imprigionato una seconda volta nel 2010 e dall’anno scorso in libertà vigilata, Gao è stato uno dei primi avvocati cinesi a impegnarsi sul terreno dei diritti civili. In particolare ha difeso esponenti della setta religiosa del Falun Gong perseguitati dalle autorità e cristiani che hanno rifiutato di aderire alle associazioni religiose controllate dal governo.

Il dissidente condannato per incitamento alla sovversione

Dopo aver subito una serie di angherie, la moglie e i due figli sono emigrati clandestinamente negli Usa, ma Gao ha affermato di non volerli raggiungere. «So che mia moglie soffre ma non posso farci niente – ha detto nell’intervista – capisco le persone che sono perseguitate che hanno lasciato la Cina e sono contento per loro, ma io non sono uno di loro. Non posso andarmene».

Ma tutti continuano a fare affari economici con Pechino

Ma questo non dà fastidio agli Stati che si autodefiniscono democratici e rispettosi dei diritti umani, come ad esempio l’Italia: un accordo di collaborazione permanente tra Italia e Cina per la coproduzione in ambito televisivo, cinematografico e nei new media è stato raggiunto a Pechino tra il sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli e Tian Jin, viceministro della Sapprft (State Administration of Press, Publication, Radio, Film, Television), il superministero delle comunicazioni cinese. Senza commenti.

Poi c’è l’altro volto della Cina, quello delle promesse ipotetiche. Il governo dice che accelererà i suoi sforzi per costruire un’economia aperta e non arretrerà sul fronte del processo delle riforme. Lo ha detto il presidente cinese Xi Jinping a Seattle dove come primo appuntamento della sua visita ufficiale negli Usa partecipa a un incontro con alcuni dei più importanti Ceo della comunità imprenditoriale e finanziaria americana.