Il ciclone Donald Trump si abbatte sull’Italia: «Silvio Berlusconi mi piace»

“Mi piace Berlusconi!”: eccolo il ciclone Donald Trump. S’abbatte sull’Italia appena rientrata dalle ferie. Sull’Italia che tutto vede e che tutto commenta. Perchè non di soli Vespa e Casamonica si può vivere. E neppure di lacrime di coccodrillo e di lagne a reti unificate sul dramma dei profughi e dei rifugiati. Eccolo perciò irrompere il vecchio Donald e lasciare basita l’intellighenzia nostrana. “Io come Berlusconi? Lui mi piace è una brava persona”: il miliardario dall’incredibile riporto se ne infischia del politicamente corretto e dice ciò che pensa. Del resto, dopo aver per decenni finanziato democratici e repubblicani, Donald Trump ha deciso che stavolta c’avrebbe provato in prima persona. Soprattutto contro quella spiritata di Hillary Clinton. Schierandosi dalla parte dei rossi, che negli Usa non sono i comunisti, ma i repubblicani. Al via delle primarie ha incassato i  frizzi e i lazzi di tanti commentatori.  L’hanno descritto via via pittoresco, misogino e pure razzista. Ma il coriaceo Trump s’è fatto scivolare tutto addosso e ha impresso alla campagna elettorale repubblicana una verve e una dinamicità che non si vedeva dai tempi dei trionfi di Ronald Reagan. E ha perciò scalato una dopo l’altra le posizioni del gradimento popolare a stelle e strisce. Risultato? In Italia è immediatamente calata la sordina sulla corsa alle presidenziali Usa. Meglio glissare, meglio parlarne poco. E quel poco magari dedicarlo ad altri, ma non a Donald Trump. Troppo disgustoso, troppo nazionalpopolare. Troppo. Fino a quando, ieri, il New York Times l’ha inopinatamente paragonato al Cavaliere di Arcore  e Sky Tg24  gli ha così rivolto la fatidica domanda: “Lei si sente come Berlusconi?”. Domanda alla quale Trump ha risposto serafico: “Berlusconi mi piace. È una brava persona”. Silenzio colmo di imbarazzo nelle redazioni italiche. Ed ora? Che faranno le migliori e democraticissime firme d’Italia? Non sappiamo se i puntuti commentatori nostrani attaccheranno a testa bassa, mettendo il reprobo Trump alla berlina o preferiranno tacere e minimizzare. Forse aspetteranno. Sperando ancora che il fenomeno Donald Trump si sgonfi. Oppure che aggiunga almeno una postilla al suo amore dichiarato per il Belpaese. Tipo che gli piace pure Matteo Renzi. Questa sì che sarebbe una bella salvata.