Catalogna infuriata per l’imputazione del leader secessionista Artur Mas

L’ira dei catalani, che si sentono defraudati devoto dal governo centrale spagnolo: migliaia di abitanti di Barcellona e di altre città della Catalogna hanno attuato martedì notte una fragorosa cacerolada, sbattendo pentole e tegami alla finestra, in segno di solidarietà con il presidente secessionista Artur Mas, imputato per “disobbedienza” dalla giustizia spagnola. La protesta, pacifica e rumorosa, è stata autoconvocata per le 22 attraverso le reti sociali, riferisce La Vanguardia, ed è durata circa 5 minuti. Mas è stato convocato martedì dal tribunale superiore di giustizia il 15 ottobre e dovrà deporre come imputato per disobbedienza per avere organizzato nel novembre scorso un referendum consultivo sull’indipendenza. Il presidente catalano Artur Mas ha definito «la reazione di un governo rabbioso, incapace di dialogare», la decisione della giustizia spagnola di incriminarlo per il referendum consultivo sull’indipendenza del novembre 2014. «Legalmente non ho disobbedito. Politicamente è stata una ribellione democratica contro lo Stato spagnolo: ho aperto le urne», ha detto. Il fatto che la convocazione intervenga il 15 ottobre, 75° anniversario della fucilazione da parte dei franchisti del presidente catalano Lluis Companys, ha suscitato dure reazioni nei partiti indipendentisti. «Non ho la vocazione del martire, né dell’eroe, tento solo di essere un modesto servitore del mio Paese», ha commentato Mas.

Artur Mas: governo incapace di dialogare

Da parte sua il premier spagnolo Mariano Rajoy ha negato che il suo governo sia intervenuto sulla giustizia per ottenere che il presidente secessionista catalano Artur Mas sia imputato per disobbedienza. «È falso e profondamente ingiusto», ha infatti detto ai cronisti nella sede del parlamento attribuire al governo la decisione del tribunale supremo che  ha convocato Mas a deporre come imputato il 15 ottobre. Tuttavia i partiti indipendentisti e lo stesso Mas hanno visto la mano del governo di Madrid dietro l’iniziativa dei magistrati. Anche Podemos ha detto che dietro la mossa c’è l’ombra del Partido Popular di Rajoy. Il premier ha affermato che «in Spagna c’è la separazione dei poteri e il governo non ha nulla a che vedere con le decisioni della giustizia: bisogna solo accettarle e rispettarle». Rajoy ha aggiunto che Mas, come ogni altro cittadino, «dovrà deporre e spiegare le cose che gli vengono chieste perché le decisioni giudiziarie in democrazia vanno rispettate».