CasaPound batte tutti: sono i primi in piazza contro la “buona scuola”

CasaPound batte tutti sul tempo nella mobilitazione contro la “buona scuola”. Le sinistre, e soprattutto i sindacati dei docenti, avevano promesso sfracelli contro la riforma di Renzi, ma all’indomani dell’inizio delle lezioni, i primi studenti ad andare in piazza sono stati quelli del Blocco Studentesco, l’organizzazione giovanile vicina a CasaPound, che hanno manifestato in forze davanti al ministero della pubblica Istruzione a Roma. Blitz, sit-in, cortei: in tutta Italia gli studenti del Blocco Studentesco indossavano maschere con la faccia di Matteo Renzi e gridavano slogan contro la riforma agitando colorati fumogeni. «Questa buona scuola è una pagliacciata», gridavano gli studenti, che hanno anche affisso manifesti e striscioni contro la riforma. Le sinistre, docenti e studenti, sono state a a guardare, in un gioco delle parti che risulta sempre più evidente.

La denuncia degli studenti di CasaPound

«In un paese in cui il 45% delle scuole in cui oggi iniziano le lezioni non rispetta le norme sull’edilizia, in cui da anni mancano i fondi per sviluppare l’offerta formativa, in cui la percentuale di abbandono scolastico ha toccato il 20% superando la media europea – spiega in una nota il Blocco Studentesco – non possiamo tollerare che la riforma della scuola venga fatta passare come il fiore all’occhiello del governo Renzi». Gli studenti vicini a CasaPound così proseguono: «Dalla lettura del ddl approvato nel luglio scorso – continua la nota – emerge ancora una volta la volontà di finanziare gli istituti privati mentre per le scuole pubbliche la capacità di trovare finanziamenti da parte di “sponsor” e investitori privati darà la possibilità alla nuova figura del “preside-manager” di programmare un piano d’offerta formativo vincolato e disomogeneo. Quello che poi risulta evidente e inaccettabile – conclude il Blocco Studentesco – è l’ideologia che si cela dietro questa riforma: bisogna ragionare da consumatori già da ragazzi, la formazione culturale deve passare in secondo piano. Il metro di giudizio è l’utilità, come si fosse un azienda. Per noi l’Istruzione è ben altra cosa, ben più seria. Non è roba per pagliacci».

Le bugie di Renzi sulla scuola denunciate anche da Fratelli d’Italia

Le bugie di Renzi e del ministro Giannini sulla scuola sono denunciate anche dal capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Fabio Rampelli, secondo il quale «il ministro Giannini ha affermato che è “cosa seria” aver assegnato i supplenti con tre settimane d’anticipo rispetto al passato e che è stato “evitato l’esodo” verso province lontane. Peccato che l'”esodo” è previsto nella legge approvata, che costringe i docenti assunti a fare domanda su tutte le province nazionali». Continua Rampelli: «Il paradosso è che per sedare le proteste dei nei assunti, costretti a lasciare le famiglie, il governo concede loro per un anno le supplenze nella loro provincia, salvo consentire che nei posti di destinazione siano chiamati proprio quei precari che Renzi ha scelto di non assumere. Si tratta dei docenti abilitati di seconda fascia d’istituto, gli stessi che i telegiornali Rai hanno pensato mancassero, tanto da rendere necessario bandire un concorso per reperirli. Ma non è così. Ecco come finirà, tra idiozie conclamate, malafede e approssimazione: i neo assunti fuori regione chiederanno la mobilità appena potranno e torneranno sotto casa, mentre sparsi in tutta Italia andranno i precari di seconda fascia d’istituto, che ancora oggi mettono le toppe a un sistema scuola colabrodo, che dovranno guadagnarsi il ruolo partecipando a un concorso ingiustamente imposto, visto che i titoli di abilitazione sono equipollenti a quelli degli assunti, che si trovano tra le mani privilegi di ogni tipo, oltretutto non richiesti. E occorre ricordare che tale sperequazione tra docenti abilitati è un’ingiustizia tutta italiana». «Le conseguenze, neanche a dirlo – ha concluso Rampelli – le pagheranno studenti e famiglie che non vedranno garantita quella “continuità didattica” sbandierata da Renzi insieme all’abolizione della “supplentite”… Due crasse bugie su cui il Governo sta perdendo la faccia per tentare di mettere una toppa ai suoi errori».