Campania, ecco la mappa della camorra: a Napoli i clan sono 51

Sono oltre cento i clan di camorra censiti in Campania dalla Direzione Investigativa Antimafia a cui si aggiunge un fitto sottobosco di famiglie criminali minori. E di questi, 51 si concentrano nella città di Napoli. Il dato emerge dall’ultima relazione della Direzione investigativa antimafia la Parlamento, relativa al secondo semestre del 2014. Dall’analisi emerge una polverizzazione dei clan di camorra e dei loro centri decisionali, un fenomeno che ha dato vita a nuove aggregazioni delinquenziali le quali stanno rendendo più instabili gli equilibri generando, di conseguenza, gravi problemi di sicurezza pubblica e sanguinose faide di cui spesso rimangono vittime degli innocenti. L’aumento degli eventi sanguinosi vedono sempre più protagonisti vere e proprie baby-gang, composte prevalentemente da giovani provenienti da ambienti familiari degradati e con basso livello di scolarizzazione a cui vengono affidati incarichi indispensabili per i clan di camorra, come lo spaccio della droga, rapine, uso illegale delle armi, furti e anche omicidi e tentativi di omicidi. E, su tutto, pesa una crisi occupazionale che ha spinto molti giovani verso la criminalità organizzata. La recrudescenza degli ultimi tempi – viene ancora sottolineato – è legata al “depotenziamento operativo” di alcuni clan storici (determinati da arresti di elementi apicali e dalle lunghe detenzioni di affiliati di rango) che hanno consentito l’ascesa di figure marginali, determinate ad affermarsi attraverso scontri sanguinari. Come segnale di consolidamento dell’ascesa criminale le nuove organizzazioni della camorra usano le estorsioni. Nel centro urbano di Napoli si conferma la presenza di una molteplicità di gruppi che, scalzato il clan Mazzarella, si sono infiltrati nel territorio. Operano facendo un uso sproporzionato della violenza. I cosiddetti “nuovi Giuliano” si sarebbero alleati con eredi delle famiglie Stolder, Ferraiuolo, Brunetti e Sibillo. Proprio Pasquale Sibillo, 24 anni, è al momento il ricercato numero uno delle forze dell’ordine, in quanto ritenuto uno degli elementi più pericolosi. É fratello di Emanuele, ucciso all’inizio dello scorse mese di luglio, in un agguato. Anche nell’area occidentale della città, nei quartieri Fuorigrotta, Bagnoli, Pianura, Soccavo e nel rione Traiano, è in atto una situazione di instabilità degli equilibri criminali. In particolare Pianura e il rione Traiano sono epicentro di continui episodi violenti di intimidazione. Una situazione delicatissima che rende particolarmente complicata la gestione dell’ordine pubblico, anche per il consenso che la camorra riscuote da una parte della popolazione. Il rione Traiano è diventato snodo del narcotraffico in città, dopo le contrazioni registrate a Scampia e Secondigliano. Le famiglie che si contendono gli affari illeciti sono quelle dei Tommaselli, Vigilia, Puccinelli e Ivone. A Pianura invece si contrappongono i clan Lago e Marfella. Nel quartiere Soccavo è egemone la famiglia Grimaldi. A Fuorigrotta invece è il sodalizio dei Zazo.