Cameron pronto a mettere i piedi in Siria: la guerra si avvicina?

La Gran Bretagna fa un passo avanti verso i migranti, ma due indietro verso l’Europa. David Cameron si prepara ad annunciare che il suo Paese accoglierà 1 Smila rifugiati dalla Siria, un incremento notevole rispetto ai 216 accolti finora. Ma al tempo stesso, secondo indiscrezioni del Sunday Times, intende confermare a Bruxelles che non parteciperà al piano di suddivisione per quote dei profughi siriani e che comunque darà asilo solo ai rifugiati dei campi profughi in Giordania e altri paesi della regione, lasciando dunque la porta chiusa a coloro che scappano per mare o per terra.

Cameron si dice pronto a intervenire militarmente in Medio Oriente

La seconda mossa anti-europea di Londra arriva dall’opinione pubblica: un sondaggio del Mail of Sunday sul referendum sull’appartenenza alla Uè, che Cameron ha fissato entro il 2017, pone per la prima volta in testa i “no”. Si al 49%. Un rifiuto di stretta misura, ma appena due mesi fa un sondaggio analogo vedeva i “sì” in vantaggio, 54 a 45%, e gli interpellati indicano che i sentimenti contrari all’Europa potrebbero crescere ulteriormente, se peggiorerà la crisi dei migranti. Qualcosa di più il governo dei Tories promette di fare, ma sul piano militare: il ministro del Tesoro Osborne parla di piani per allargare i bombardamenti che la Rafgià compie sulle forze dell’Isis in Iraq a quelle in territorio siriano; e ci sono proposte per usare i servizi segreti contro i trafficanti di essere umani. Secondo Le Monde anche il presidente francese Francois Hollande sta valutando di iniziare a colpire l’Isis in Siria.

E in Gran Bretagna cresce il sentimento anti Bruxelles

Ma le critiche a Cameron si moltiplicano, secondo “la Repubblica”. «Il no alle quote danneggerà il premier britannico anche nel suo tentativo di rinegoziare il rapporto fra Londra e Uè in vista del referendum interno», commenta l’ex-presidente del la Commissione Europea Romano Prodi. E secondo un sondaggio del Sun, il 52 per cento dei britannici, inorriditi dalle migliaia di prorughi siriani in fuga, vuole che il governo dia l’ordine alle forze armate di intervenire in Siria per porre fine alla guerra e alla crisi dei migranti.