Bersani, ultimatum a Renzi: «Cambi la riforma e lasci stare i sondaggi»

Non si attenua il confronto in casa Pd. La riforma del Senato è argomento che genera forte tensione, in vista del voto in aula della prossima settimana. “Vedo che ci sono affermazioni di buona volontà, noi diciamo una cosa che capiscono anche i bambini: diciamo che il Senato debba essere elettivo, devono decidere gli elettori. Questo deve essere chiaro e va scritto. Semplicissimo e da qui non ci si scosta”. Dice Pier Luigi Bersani in visita a Brescia ad una mostra al museo Santa Giulia. Ma non è tutto. “Anche la proporzione tra numeri di Camera e Senato va rivista”.
Quanto alla salute in casa pieddina, l’ex segretario dispensa carezze e sciabolate. “Il Pd sta bene e nel Pd ci stiamo tutti e cerchiamo tutti di dare una mano lealmente verso il governo tenendo conto delle diverse sensibilità: non ragioniamo però con i sondaggi, perché c’è una fetta di società che noi non afferriamo e nemmeno i sondaggi”. Tradotte in concreto le diverse sensibilità toccano innanzitutto la sfera delle politiche economiche. Sul punto Bersani appare molto critico con Renzi. “Crescere senza ridurre la forbice sociale non porta consensi. Crescita e equità devono essere inscindibili per un governo di centrosinistra”.

Bersani: sul “caso Colosseo” si ascoltino i lavoratori

E tanto per far capire quanto è ampio il solco che divide maggioranza e minoranza nel suo partito, eccolo esprimere un giudizio netto sulla vicenda Colosseo. “Non si può sbattere la croce su un lato solo”. Così Pierluigi Bersani commenta il decreto per inserire musei e luoghi della cultura tra i servizi essenziali dopo le polemiche del Colosseo chiuso per protesta sindacale.  “Se io fossi al governo e mi arrivano dei lavoratori pubblici che mi dicono che da un anno e mezzo non prendono il 30% dei consensi direi loro: vi capisco e risolvo – ha aggiunto -. Mettiamola così invece di creare situazioni che i cittadini non capiscono, i turisti non capiscono e il governo non capisce o fa finta di non capire”. “I lavoratori vanno ascoltati – ha infine detto – Hanno o non hanno più diretto di parlare?”.