Berlusconi promette ai suoi: “Torno in campo e saremo davanti alla Lega”

«Ripartenza» è la parola magica che ripete Berlusconi a tutti coloro che lo vanno a trovare ad Arcore. Lo ha detto ieri pure all’eurodeputato Massimiliano Salini, che ha deciso di lasciare l’Ncd per passare al gruppo azzurro di Strasburgo guidato da Antonio Tajani. Mariastella Gelmini ne ha fatto il titolo dell’appuntamento a Riva del Garda, traducendo «ripartenza» in inglese: «Restart». Il Cavaliere le ha promesso di esserci domenica prossima, in carne e ossa, non in spirito con la solita telefonata. Vedremo. Ha promesso anche a Giorgia Meloni di farsi vedere ad Atreju, sabato a Roma. Sono in pochi a crederci.

La presenza di Berlusconi viene disperatamente chiesta da tutto il partito.

La ripartenza promessa sta diventando un incubo perché non arriva mai mentre Salvini macina consenso e chilometri. E in Parlamento l’emorragia dei fuoriusciti potrebbe non essere ancora tamponata. Ieri Berlusconi doveva arrivare a Roma per partecipare all’assemblea dei senatori dopo la fuga di Amoroso e Auricchio verso Verdini (oltre altri ai sette deputati che in queste ore hanno fatto lo stesso percorso), ma lui non si è visto. Riunione rinviata alla prossima settimana con motivazioni che vanno da una indisposizione dell’ex premier alla necessità di capire come cambia la riforma costituzionale, e se è possibile migliorarla. La verità è che il capogruppo Paolo Romani ha voluto evitare che l’incontro si trasformasse in uno sfogatoio, che ci fosse un rigurgito del Na2areno da parte di chi, pur restando, avrebbe detto che non si può votare contro ora che la riforma è stata migliorata. Sintesi magistrale di Maurizio Gasparri: «La nostra posizione sulla riforma è stabile sul no ma in un contesto variabile». Ripartire per non morire.

Berlusconi rimane lontano dalla scena politica e più presente negli spogliatoi del Milan.

Vorrebbe aspettare – si legge su “La Stampa” – il pronunciamento della Corte europea di Strasburgo per la sua piena riabilitazione e ricandidabilità. Ma arriverà forse a ottobre ma intanto, dicono gli smarriti fedelissimi, non possiamo continuare a prendere schiaffoni. Sarà pure vero, come ripete il Cavaliere, che chi se ne va non ha voti. «Quando tornerò in campo veramente, vedrete – è il suo ritornello – riguadagneremo in poco tempo 6 punti e saremo avanti alla Lega». Sarà altrettanto vero, come sostiene Giovanni Toti , che chi entra ed esce dai gruppi è affetto da disordine mentale. Ma, dice Osvaldo Napoli che è una sonda nel territo rio, «eviterei di lanciare contumelie verso chi lascia. Berlusconi può dare il colpo d’ala per riportare il partito in quota. Ma deve farlo in tempi rapidi». La prossima settimana Berlusconi riunirà i parlamentari azzurri per dire che il centrodestra può vincere, ma deve essere a trazione moderata, non leghista. Lo dirà forse mercoledì o martedì, il giorno in cui compirà 79 anni.