Berlusconi: «Noi, la Lega e FdI avremo la maggioranza e sconfiggeremo Renzi»

Berlusconi scalda i motori per la sua “ridiscesa” in campo. Un nuovo corso, quello del leader di Forza Italia, da inaugurare in nome di una crociata democratica che ricompatti moderati e “arrabbiati” che guardano alla Lega in vista delle prossime elezioni.

Berlusconi, il dialogo con la Lega

E mentre sale l’attesa per l’incontro chiarificatore con Matteo Salvini, Silvio Berlusconi comincia già a gettare alcuni punti chiave della sua linea: e se il riferimento è ad una prossima e indefinita tornata delle politiche è alle Comunali della prossima primavera che l’ex premier guarda come prima occasione di rivincita netta e inequivocabile sulla sinistra. Così il Cav interviene telefonicamente a Bologna, una delle città dove nel 2016 si voterà per il sindaco e dove già sono in corso le prove tecniche di dialogo politico e di intesa elettorale tra FI e Lega che, fin qui, hanno avanzato entrambi un proprio candidato (l’azzurro Galeazzo Bignami e la leghista Lucia Bergonzoni). Un contesto nell’ambito del quale Berlusconi, presentando in «via definitiva» la candidatura di Bignami, si dice fiducioso di trovare proprio su di lui un accordo con tutto il centrodestra. Parole che introducono idealmente a quel colloquio tra il leader FI e quello leghista che rumors di queste ore danno per imminente, risultando tuttavia smentiti da fonti azzurre, secondo le quali l’appuntamento non è in agenda.

L’incontro con Salvini

Ma che il rendez-vous sia nell’aria è un dato di fatto ed è lo stesso Salvini, da Torino, a sottolineare che «l’incontro ci sarà in maniera naturale e normale. Cercheremo di capire se c’è un’alternativa a questa banda di matti». Con uno scoglio, almeno, da superare: l‘Ue. Nel frattempo, il leader degli azzurri rilancia, anticipando sicuro che «con Lega e Fdi raggiungeremo una grossa maggioranza per sconfiggere la sinistra alle prossime elezioni». Sarà «una crociata della democrazia», rincara poi la dose Berlusconi, scagliandosi ancora una volta contro l’attuale maggioranza «che si appoggia al Senato su 32 senatori eletti con il centrodestra, divenuti stampelle per il governo di centrosinistra». Certo, in vista del voto nazionale sono tanti i nodi da risolvere a cominciare da quello della leadership. Perché se per Roberto Calderoli è «naturale» che Salvini sia il leader del centrodestra, FI non potrà essere d’accordo su una Lega «egemone», laddove invece, da parte sua, Fdi mette sul tavolo l’opportunità di primarie. Quelle stesse primarie che chiedono fittiani e tosiani, riunitisi a Cortina, nel segno del premier inglese Cameron, in una giornata che segna un passo forse decisivo per un’intesa da tradurre, in Parlamento, nei gruppi unici.

L’opposizione a Renzi

E tutti, a cominciare da Berlusconi, ricalcano la ferma convinzione di un’opposizione a Matteo Renzi e al Pd. «Non credo che le tasse possano diminuire», è l’affondo del leader FI che, sulle riforme, stoppa qualsiasi spinta pro-Nazareno. «Quella del Senato è autoritario – ha dichiarato senza troppi giri di parole Berlusconi – non ci siamo pentiti di esserci chiamati fuori, un anno fa, da questo teatrino», ha quindi tagliato corto l’ex premier che, nel frattempo, lavora a quella Leopolda azzurra sulla quale si sofferma anche Paolo Romani. Si chiamerà «Follia azzurra» e sarà una tre giorni tutta milanese, spiega il capogruppo forzista al Senato. Sulla data, però, in FI si resta prudenti: si parla di mesi, e non di settimane, in vista di una kermesse che mira essere un vero e proprio manifesto di un centrodestra rilanciato sotto l’egida di Berlusconi. E chissà se per allora, in Ncd si sarà trovata una quadra sulle alleanze. Di certo, la scelta di appoggiare la giunta Crocetta in Sicilia ha innescato più di un malumore tra diversi centristi, convinti che possa essere il primo passo per un’“alleanza strutturale” con il Pd.