“Bella Ciao” cancella l’Inno di Mameli. A Prato i caduti si commemorano così

Bella ciao sostituisce l’Inno nazionale. È successo a Prato durante la celebrazione del 71 esimo anniversario della Liberazione della città dal nazifascimo. Alla fine della commemorazione dei caduti italiani, sacrificati per la patria, non c’è stato nessun accenno dell’Inno di Mameli che avrebbe dovuto concludere la cerimonia, i presenti hanno preferito intonare le note di Bella Ciao, trasformata nella colonna sonora della commemorazione.  La “svista”  è stata denunciata da Silvano Agostinelli, coordinatore di un movimento civico, la Città per Noi.

Bella Ciao al posto dell’Inno nazionale

Dopo la messa per i caduti celebrata nel Duomo del capoluogo toscano, infatti, un corteo ha attraversato la città per arrivare al monumento dei caduti per deporre una corona di fiori. Durante il tragitto, che ha visto la presenza delle autorità cittadini e delle organizzazioni di rappresentanza, è stata suonata più volte “Bella Ciao” dalla Filarmonica Puccini di Galciana. Una volta giunti a destinazione, la musica è cambiata con il Piave. Neanche una strofa dell’Inno nazionale. Uno scandalo per Agostinelli che replica sottolineando che tra i caduti si ricordano anche i 29 martiri uccisi nel giorno stesso della liberazione, nell’eccidio di Figline. «I caduti sono morti per l’attaccamento alla patria, all’Italia, per liberarci dal nazifascismo ed indirizzarci sulla via della Democrazia. Un momento – spiega il coordinatore del movimento civico – che deve accomunarci tutti sotto l’ala della nostra bandiera e del nostro inno. L’inno di Mameli. Non “Bella Ciao” che per quanto possa essere il cavallo di battaglia degli antifascisti italiani, non è altro che una canzone folkloristica. Non dimentichiamocelo».