Atreju 2015 apre col botto: bagno di folla per la “Leopolda della destra”

Giorgia Meloni, arrivata direttamente dal fronte euroasiatico con un volo da Mosca, taglia il nastro tricolore e inaugura ufficialmente la festa di Atreju che, quest’anno, compie la maggiore età. Diciotto anni e non sentirli, a giudicare dalla passione di chi ha lavorato alla preparazione anche di questa nuova edizione di quella che si presenta, sempre di più, come una “Lepolda del centrodestra”: con la differenza che nell’happening renziano sono abituati a presenziare economisti e imprenditori, mentre ad Atreju i protagonisti della scena saranno anche gli artigiani, i lavoratori autonomi, insomma, i rappresentanti dell’economia reale, i protagonista della ribalta civica.

Atreju conia la sua moneta

E a proposito di economia, quest’anno alla tre giorni di Atreju – ospitata nelle suggestiva e simbolica cornice delle Officine Farneto (in via Monti della Farnesina, 77) – il potere d’acquisto sarà  tutto nelle mani dell‘Atreju, la moneta appositamente coniata per la fabbrica delle proposte poltiche e culturali, e che circolerà in esclusiva tra gli stand della rassegna che chiuderà i battenti domenica. Una manifestazione in cui – ha ribadito la leader di Fratelli d’Italia – «rivendichiamo sovranità monetaria e quindi battiamo la nostra moneta: l’Atreju», l’unica con cui sarà possibile spendere all’interno degli spazi della rassegna in cui, una volta di più, si dimostra a suon di bilanci e di progettualità come la politica – ha ricordato la Meloni – «sia sempre la più straordinaria forma di impegno civile». E come, nell’incertezza del panorama in cui naviga attualmente il centrodestra, l’appuntamento di Atreju rappresenti «un approdo sicuro».

Il programma entra nel vivo

E allora, in una sala stracolma di gente – tra organizzatori, volontari, giornalisti e appassionati di quello che è un rito che si celebra da quasi vent’anni – dopo i saluti inaugurali di Giorgia Meloni hanno aperto le danze degli interventi  Francesco Lollobrigida, Marco Marsilio, Fabrizio Ghera, Andrea De Priamo, Marco Silvestroni – coordinati da Daniele Saponaro – che, nella diversità degli spunti (dall’amministrazione locale all’immigrazione, dalla difesa della memoria storica passando per la salvaguardia dell’identità del territorio, e fino alla germanocrazia in Europa), hanno sottolineato tutti l’importanza di una destra “aperta” e dialogante che la manifestazione di Atreju ha sotenuto e ribadito dal primo istante di vita e che, anche in questa tre giorni, tornerà ad omaggiare. E allora quest’anno la festa di Atreju che, non a caso, si svolge in quello che era un luogo-simbolo della grande produttività italiana – le Officine Farneto – , trasformerà gli spazi suggestivi che la ospitano in una moderna fabbrica del sogno politico; in un cantiere di idee e in una vetrina del fermento culturale e della proposta editoriale della destra.

Officina di idee, piazza degli incontri

E allora, non stupisce se aggirandosi negli spazi della manifestazione ci si imbatte nella Sala Gabriele D’Annunzio, in quella intestata a Tommaso Marinetti, nel salone Umberto Boccioni e nello spazio Giacomo Balla, come nella piazza Borsellino, si alterneranno assemblee dei responsabili nazionali dei Dipartimenti tematici di Fratelli d’Italia, caffè letterari, incontri con autori. Tra i prossimi appuntamenti in programma, allora, l’intervista di Alessandro Sallusti a Roberto Maroni (introduce Viviana Beccalossi) sul tema Modelli di centrodestra a confronto, alla ricerca di un terreno comune: la Lega Nord (venerdì, ore 18.30, sala Marinetti) e – a seguire, dalle 19.30 – il confronto su Europa 2015. Viaggio al termine della notte. L’immigrazione, il governo del continente, animato dal ministro della Difesa Pinotti, da Ignazio La Russa (presidente della Giunta per le Autorizzazioni della Camera) da Renato Brunetta (presidente dei deputati di Forza Italia); analisi di Nicola Colacino (professore di diritto internazionale all’Università Niccolò Cusano): modererà Maurizio Belpietro e introdurrà marco Scurria. E tra dibattiti e idee, ci sarà anche spazio per la lezione di cibo e di vita offerta dallo chef Filippo La Mantia (sabato 26, ore 13) a cui seguirà alle 18 l’intervista di Nicola Porro a Silvio Berlusconi.