Ecco chi ha assunto Renzi con la Buona scuola: il killer di Marta Russo

C’è anche Giovanni Scattone, che insieme a Salvatore Ferraro è stato condannato per l’omicidio di Marta Russo, tra i neo asssunti della Buona Scuola di Renzi. L’Uomo, che la riforma dell’Istruzione “riabilita” e regolarizza, insegnerà psicologia agli studenti dell’istituto professionale Luigi Einaudi di Roma. Così, alle polemiche di qualche anno fa, seguite alla innopportuna assegnazione a Scattone di una cattedra al Liceo Cavour – l’istituo dove aveva studiato la vittima prima della scelta universitaria – si aggiungono ora quelle legate all’assunzione dell’ex assistente di filosofia del diritto, condannato per omicidio colposo.

Con la Buona Scuola anche Scattone sale in cattedra

E se già prima che Scattone vincesse nel 2012 il concorso, l’idea dell’insegnamento dei giovani affidato a qualcuno che una giovane vita l’aveva spezzata con freddezza aveva scatenato polemiche a non finire, la promozione di oggi arrivata grazie alla Buona Scuola che trasforma l’uomo da precario a docente di ruolo, ha aumentato la portata dello sconcerto e della recriminazione, soprattutto tra gli insegnanti. Non a caso, il Corriere della sera riporta la protesta di una professoressa, emblema del dissenso sostenuto da molti: «Che io, a più di 50 anni, debba ogni mattina andare fuori Roma per insegnare perché sorpassata da Giovanni Scattone lo trovo un paradosso», denuncia dalle colonne del quotidiano l’insegnante. «Ciò stride  – prosegue la professoressa – con l’idea della “buona scuola” che ci era stata promessa e con la mia identità di cittadina da sempre obbediente alle leggi. Per me – conclude infatti – ha il sapore di una beffa sapere che sarà proprio lui, condannato per l’omicidio colposo di una ragazza, andrà a insegnare ai ragazzi la psicologia, cioè il meccanismo delle emozioni e dell’emotività».

Le parole di Aureliana Russo

Alla notizia dell’assunzione che porterà Scattone in aula come docente titolare, non si può non riflettere sul commento rilasciato da Aureliana Russo, la mamma di Marta, uccisa da un colpo di pistola sparato, secondo la legge, da Giovanni Scattone. «È assurdo che quell’uomo continui ad insegnare». E ancora: «Non si può pensare che una persona del genere, che non ha neanche mai chiesto perdono, possa fare l’educatore. Tra l’altro con un posto fisso». Già, Scattone continuerà ad insegnare e in nome di un’assunzione a tempo indeterminato. «Ti senti come perseguitato dal destino, ma tanto è inutile perché non ci si può far nulla», aveva detto anche qualche anno fa la donna a proposito della fatale coincidenza che aveva portato l’assassino di sua figlia tra i banchi del liceo che la ragazza aveva frequentato prima del diploma. E non solo: appena qualche tempo prima, Aureliana Russo ricordava con dolore un’altra beffa del destino, quando Scattone fu chiamato ad insegnare in una scuola di Ostia, dove era stata appena intitolata un’aula alla figlia: «Gli insegnanti – aveva detto all’epoca la signora Russo – mi spiegarono il loro imbarazzo, ma non accadde niente». E nulla è accaduto negli anni a seguire quando, abbandonato il Liceo Cavour sulla scia delle polemiche, Scattone ha ricevuto incarichi da un istituto all’altro. Fino ad oggi, quando i dettami della Buona Scuola lo immettono regolarmente in ruolo da quest’anno scolastico: e dunque, nulla accadrà neppure adesso