Anche la Francia è pronta a bombardare l’Isis volando sulla Siria

La Francia si muove, ma solo per via aerea. «Ho chiesto al ministro della Difesa di organizzare da domani voli di ricognizione sulla Siria, in vista di eventuali raid contro lo Stato islamico», ha annunciato all’Eliseo il presidente francese François Hollande. Ma – ha precisato il presidente francese – “un intervento di terra delle truppe francesi sarebbe non conseguente e irrealista in Siria”. «Significherebbe – ha detto – trasformare un’operazione in una forza d’occupazione». «In Siria – ha detto Hollande davanti a circa 300 giornalisti all’Eliseo – vogliamo sapere cosa si prepara contro di noi e cosa si fa contro la popolazione siriana. Per questo ho deciso di organizzare questi voli di ricognizione, in collegamento con la coalizione. Secondo le informazioni che raccoglieremo – ha proseguito il capo dello stato francese – potremo condurre dei raid».

Per la Francia Assad va cacciato con l’Isis

«Abbiamo sempre detto che la soluzione non può passare con il mantenimento di Bashar al-Assad al potere in Siria», ha ribadito il presidente francese. «Bashar Al Assad ha sparato sul suo popolo, ha usato armi chimiche, è lui che ha rifiutato ogni discussione», ha continuato Hollande, tornando a dire che “a termine Assad deve lasciare” il suo posto. «In Siria serve una soluzione. Ma non può passare da lui». E rispetto alle posizioni della Merkel, la Francia ha annunciato che non si adeguerà alla Germania: «La Francia non è nella stessa situazione della Germania, che avrà 800.000 richiedenti asilo in più nel 2015. Qui la cifra è stabile, 60.000», Hollande ha anche spiegato di aver sempre “rifiutato il termine “quota” perché creava un’ambiguità: il diritto d’asilo è un diritto fondamentale e non possiamo rifiutarlo. Il meccanismo che proponiamo è una ripartizione. Il solo cambiamento rispetto al passato è che sarà obbligatorio».