Amoruso: «Forza Italia addio, al Senato voto la riforma di Renzi»

Francesco Amoruso, già senatore eletto in Forza Italia, ha lasciato il suo partito per  iscriversi al gruppo Alleanza Liberalpopolare. E come suo primo gesto ha annunciato il voto favorevole alla riforma di Renzi.

Senatore, lei è un uomo di destra,  come giustifica la scelta di votare la riforma del governo?

Sono riforme che io ho già votato. A gennaio  durante una riunione  dell’Ufficio di presidenza di Forza Italia a Palazzo Grazioli, Fitto propose  le sue tesi contro il Patto del Nazareno e noi, su richiesta  dello stesso presidente Berlusconi, votammo per mantenere quel Patto. Conseguentemente votammo anche in aula la riforma. Una riforma che ho, dunque, già votato anche se non mi ha mai entusiasmato. Oggi però ci troviamo di fronte a una situazione per cui Paese ha bisogno di essere riformato e quindi coerentemente voto ancora la riforma.

Ma non si sente a disagio con i suoi elettori?

È un disagio che avrei dovuto avere a gennaio. Sapere quali sono le necessità del Paese e affrontarle non è una questione di destra o di sinistra. La mediazione è stata trovata su un punto cruciale a proposito del nuovo Senato: con la proposta di riforma della legge elettorale regionale che all’epoca fu ispirata da Tatarella e prese il nome di Tatarellum.  A dimostrazione di ciò che dico Il Tempo ha infatti titolato “Renzi lancia il Tatarellum e asfalta la minoranza”.

Per quale motivo ha abbandonato Forza Italia?

C’è stata una forma di isolamento e marginalizzazione nei miei confronti. Ormai non mi sentivo  più a casa mia, ma mi sentivo un ospite e a volte non gradito.

Ma ora ha fatto il cosiddetto salto del fosso. Non le sembra un po’ troppo?

Non ho aderito a una maggioranza politica, formalmente il gruppo Ala è all’opposizione del governo. Il fatto che si votino le riforme non significa che siamo entrati nella maggioranza.

Che cosa risponderà a chi  da destra la rimprovererà accusandola di avere tradito il mandato degli  elettori? 

Si tradisce quando si viene meno a un patto d’onore. Io non ho rinnegato quelli che sono i miei valori e le mie idee. La maggior parte delle telefonate che mi sono giunte da parte di amici e sostenitori è di sostegno e apprezzamento per la mia scelta. E chi non la condivide è rammaricato. Ritengo che questa mia scelta sia consequenziale a quella che è oggi la realtà di Forza Italia. Ho deciso nell’interesse del mio Paese.