Altro schiaffo a Renzi: l’Italia esclusa dal vertice di Parigi sui migranti

L’argomento del giorno è il vertice di Parigi a tre su Siria, Libia e Media Oriente: o meglio, l’esclusione dell’Italia dal summit. A Parigi, nella sede del ministero degli Esteri francese, il ministro Laurent Fabius fa da Cicerone agli esclusivi – nel senso letterale del termine – ospiti di turno: i colleghi di Germania, Franck-Walter Steinmeier, e Gran Bretagna, Philip Hammond, insieme all’Alto rappresentante per la politica estera europea, Federica Mogherini. Ma di Renzi e Gentiloni non c’è traccia…

Il vertice di Parigi: Italia esclusa

Il sito del Quai d’Orsay riporta con precisione il menù del tavolo politico, con tanto di invitati illustri e di ricette diplomatiche in agenda. Il grande escluso, allora, non può non saltare agli occhi di tutti, è il premier Renzi che, per la ghiotta occasione, resta in panchina, nonostante la presenza nostrana di Federica Mogherini. Uno sgarbo che deve aver colpito nell’orgoglio istituzionale il presidente del Consiglio che ha evitato di rilevare e commentare la vicenda. Anzi, stando alle dichiarazioni rilasciate e riportate fin qui, sulla questione Siria e migranti in Europa, argomenti al centro del vertice di Parigi, Renzi si è limitato ad esprimere semplicemente grande soddisfazione per la partecipazione al summit Ue di Bruxelles di mercoledì notte, sintetizzato in uno dei tanti spot promozionali: «È stata una notte importante per l’Italia». Peccato che all’alba del nuovo giorno il Bel Paese e il suo premier siano finiti nel dimenticaio, esclusi (snobbati?) da un’importante trilateral, organizzata oltretutto a ridosso della due giorni di vertici corali sull’immigrazione a Bruxelles, e che avrebbe dovuto rimanere riservata secondo una ricostruzione riportata da Corriere della sera e ritenuta affidabile, per cui l’Italia «non sarebbe stata neanche ufficialmente informata» dell’incontro in programma oltralpe. Tant’è: il ministro degli esteri italiano, Paolo Gentiloni, non è stato chiamato. Renzi non è stato avvertito, e tutto con buona pace della connazionale Mogherini dalla quale – essendo stata fortemente spinta la sua candidatura all’incarico europeo proprio da Matteo Renzi, e giusto un anno fa – nella parte dell’esecutivo dem almeno ci si aspettava come minimo una comunicazione informale su quanto fissato nell’esclusivo – ed escludente – carnet parigino…

Gasparri sull’esclusione di Renzi

Dunque, dal nucleare iraniano all’esodo massiccio e ininterrotto di siriani; dalla guerra all’immigrazione, passando per il ruolo della Libia, il vertice di Parigi è stato pensato per affrontare a tre i temi caldi in agenda, e per soddisfare  – come precisato dal ministro d’oltralpe Laurent Fabius – «l’occasione di evocare la crisi siriana e le sue implicazioni per l’Unione Europea, che affronta un afflusso di rifugiati senza precedenti», a pochi giorni dall’Assemblea generale dell’Onu. Peccato, allora, non poterci essere. Nella politica internazionale il posto di Renzi è quello dello spettatore, a spese dei cittadini, nelle finali di tennis dove cerca di sfruttare il successo altrui – ha rilevato allora il senatore azzurro Maurizio Gasparri commentando l’esclusione dell’Italia dal vertice di Parigi –. Quando ci sono summit internazionali non può nemmeno assistere in tribuna… Questa è l’Italia di Renzi» – ha concluso il senatore di Forza Italia –; apparenza e viaggi a sbafo, ma esclusione totale dai tavoli che contano»…