Altro che tanti auguri: si litiga persino su “Happy Birthday”. Ecco perché

Altro che Happy Birthday: ce ne vogliono di auguri e buoni auspici per la celebre canzoncina. È forse il motivetto più celebre e tradotto del mondo e oggi la sua sopravvivenza – o la sua poissibile inflazione letale – è messa in discussione dalla decisione di un giudice federale che ne ha ribaltato le sorti…

Happy Birthday, la sentenza sul copyright

La famossissima melodia, composta da due sorelle e maestre d’asilo del Kentucky nel 1893, è infatti al centro di un vero e proprio colpo di scena: un giudice federale ha sentenziato che il copyright, oggi in mano al gruppo editoriale Warner Chappell Music, non è valido. I diritti erano stati attribuiti alla Warner dopo il pagamento di 15 milioni di dollari al Birch Tree Group, che era succeduta alla Clayton F.Summy Co., originaria proprietaria di Happy Birthday. Il giudice ha in pratica stabilito che il copyright registrato dalla Clayton nel 1935 garantisce i diritti solo per alcuni tipi di arrangiamento della canzone, ma non della canzone in sé stessa. In pratica, la Clayton non ha mai acquistato i diritti di Happy Birthday, e quindi non li possono aver acquistati nemmeno i suoi successori. La posta in palio è molto alta, visto che ogni anno le royalties su Happy Birthday fruttano alla Warner circa 2 milioni di dollari.

Happy Birthday, alle origini del mito melodico

Ma tant’è: da questo momento in poi, stante la sentenza d’oltreoceano emanate dal giudice di Los Angeles, George King, della corte federale californiana, la canzoncina Happy Birthday è di tutti: è questa l’incredibile conclusione di una battaglia condotta a colpi di carte bollate e diritti d’autore, durata due anni e intentata contro la società da un musicista e un produttore che, tanto per cambiare un po’, sulla melodia internazionale hanno deciso di girare un film. Una storia che ripercorra, evidentemente, esegesi ed evoluzioni, trasformazione e citazioni, della canzone originale, tradotta poi in decine e decine di lingue, composta – nella versione inglese – da Mildred Janie Hill (1859-1916) e Patty Smith Hill (1868-1946) nel 1893, quando le due sorelle e maestre d’asilo di Lousville crearono i versi che poi, non è chiaro cambiati e adattati nel testo poi divenuto famossissimo da chi, avrebbero conquistato il mondo una volta declinati ai festeggiamenti del compleanno. In prinicipio, però, la canzoncina made in Usa assolveva semplicemente al compito di un saluto di ingresso da parte della classe: e infatti, nella prima – e originaliissima versione – la strofa recitava Good Morning to All (Buongiorno a tutti). Del resto, la canzoncina americana dalle aule scolastiche di fine Ottocento alla performance di Beyoncé che l’ha improvvisata durante uno dei suoi concerti per dedicarla a una  sorpresissima fan, passando per l’indimenticabile interpretazione sexy di Marilyn Monroe che la dedicò a “Mister President” Kennedy, si strada ne ha fatta Happy Birthday…