Ancora 50mila esodati senza garanzie: è asse di ferro tra Salvini e i sindacati

Prima di Natale aveva proposto un «referendum per rivedere il ruolo dei sindacati, un ostacolo per lavoratori e imprese». Il primo maggio- si legge su “Il Corriere della Sera” – l’aveva festeggiato così: «Pazzesco, questi sindacati sono una sciagura». Ieri, invece, Matteo Salvini era in piazza sotto il sole di Roma con Cgil, Cisl e Uil. A sostenere la stessa causa, gomito a gomito nella stessa trincea davanti al palazzone giallo del ministero dell’Economia. Potenza della politica, che ha sempre vissuto di strane coppie e alleanze trasversali. Potenza degli esodati, quei lavoratori che – dopo l’innalzamento dell’età pensionabile arrivato con la riforma Fornero rischiano di rimanere senza stipendio e senza pensione. Nessun imbarazzo a dividere la piazza nel sit in di ieri? «Il mix era strano – dice Salvini ma mi pare sia venuto bene. E poi un conto sono la Camusso e i vertici del sindacato che dormivano mentre quella riforma è stata approvata. Un conto è il lavoratore che resta senza un soldo, no?».

Salvini in piazza con i lavoratori esodati, “non con i vertici dei sindacati”

E dall’altra parte della (stessa) barricata? Cesare Damiano – il primo a sollevare il caso esodati, ex sindacalista ed ex ministro, oggi nella minoranza Pd – dice di «non avere nessun imbarazzo a condividere un obiettivo con la Lega». L’unione farà pure la forza ma gli sguardi restano obliqui. Resta da capire cosa succederà agli esodati. L’ultimo guaio è spuntato qualche giorno fa. La Camera stava discutendo una proposta di legge per far anticipare la pensione a un altro gruppo a rischio, circa 50 mila persone secondo i sindacati. Ma è venuto fuori che sono spariti i soldi necessari, quelli risparmiati dai sei interventi fatti in passato. Su 170 mila persone coinvolte, le domande accolte sono state circa 116 mila, le pensioni già liquidate circa 83 mila. Servono nuove coperture.

I ministri dell’Economia Pier Carlo Padoan e del welfare Giuliano Poletti promettono una soluzione.

Resta da vedere se sarà un nuovo in tervento ex post, il settimo, per far anticipare la pensione a un’altra pattuglia di esodati dopo che gli stessi sono finiti nei guai. O se si vuole risolvere il problema una volta per tutte, con la flessibilità in uscita che impedirebbe direttamente la creazione di nuovi esodati. Probabile che la strana coppia Lega-sindacati conceda il bis.