Un’altra follia in India: due sorelle condannate ad essere stuprate

Ancora orrore in India. Due sorelle di 23 e 15 anni, appartenenti alla casta più bassa indiana (dalit), sono costrette da alcune settimane ad una sorta di semi-latitanza dopo che il “Khap Panchayat” (Consiglio tribale) del loro villaggio, Baghpat, distante solo 45 chilometri da New Delhi ha stabilito che siano violentate e mostrate nude davanti a tutti.

India, il fratello è fuggito con una donna sposata

Meenakshi Kumari e la sua sorellina minorenne, hanno sentenziato i cinque “saggi” dell’Uttar Pradesh, debbono essere punite perché un loro fratello si è macchiato di una grave colpa fuggendo con una donna sposata di una casta superiore (Jat) di cui era innamorato. Ripetutamente in passato il Parlamento e vari tribunali indiani hanno ricordato che le sentenze dei Panchayat di villaggio non hanno valore giuridico e che quindi non debbono essere applicate. Ma spesso le tradizioni sono così radicate e la struttura giudiziaria indiana è così precaria che per la popolazione non c’è alternativa all’obbedienza. Ma la giovane Meenakshi ha deciso di non piegare la testa e dopo essere fuggita dal suo villaggio ha chiesto aiuto ad una ong per presentare un ricorso alla Corte Suprema chiedendo anche protezione per lei e per la sua famiglia. Nella memoria presentata al massimo tribunale indiano, la ragazza ha raccontato che effettivamente suo fratello, Ravi, aveva una “love story” con una coetanea della casta Jat (agricoltori) ma che i genitori di lei, una volta conosciuta la vicenda, l’hanno costretta a febbraio a sposare un giovane da loro scelto.

L’appello di Amnesty

Un mese dopo il matrimonio, però, la ragazza ha abbandonato la casa dei parenti del marito per ritornare fra le braccia del suo amato, e fuggire con lui. A questo punto, riferisce il ricorso, la famiglia di Ravi è stata torturata dalla polizia e da membri della comunità Jat, tanto da costringere i fuggitivi ad abbandonare il loro sogno. Riunitosi per esaminare la vicenda, il “Khap Panchayat” ha deciso che la famiglia del giovane dalit Ravi doveva essere disonorata attraverso lo stupro collettivo delle due sorelle e la loro esposizione nude in pubblico. La loro “colpa” – spiegano sia i media indiani che un appello di Amnesty international promosso in loro difesa – è solo la fuga del fratello con una donna sposata di una casta superiore. La petizione di Amnesty – che chiede alla Corte Suprema di fermare la condanna del Panchayat e che ha già superato le 26mila firme – sostiene che “nulla può giustificare questa ripugnante punizione. Non è imparziale. Non è giusto. Ed è contro la legge». I giudici dell‘Alta Corte hanno chiesto al governo dell’Uttar Pradesh di pronunciarsi sul caso.