Uccise un ladro albanese: la Lega chiede la grazia in cambio delle riforme

Antonio Monella, 54 anni,  un imprenditore bergamasco di Arzago d’Addanella notte tra il 5 e il 6 settembre 2006 uccise a colpi di ficile un ladro albanese di 19 anni, Ervin Hoxha, che era entrato nella sua villetta e che stava allontanandosi dopo aver rubato il suv parcheggiato in cortile. L’uomo è stato condannato in via definitiva a 6 anni e 2 mesi di reclusione  e si trova rinchiuso nel carcere di Bergamo dall’8 settembre scorso, giorno in cui, una volta diventata definitiva la sentenza, si era presentato spontaneamente al cancello della casa circondariale di via Gleno accompagnato dal figlio. Per lui si batte da tempo la Lega e il senatore Roberto Calderoli s’è spinto fino al punto di chiedere la grazia in cambio di un atteggiamento più morbido al Senato sul fronte delle riforme.

La Lega: «Ma su Monella non è un baratto»

«Nessun baratto, cedo solo sull’ostruzionismo. Restano quattro emendamenti, compreso quello sul Senato elettivo» afferma, in un’intervista a Repubblica, il senatore della Lega Calderoli, che si è detto pronto a ritirare gli emendamenti al ddl Boschi “se il ministro Orlando firma la richiesta di grazia per Antonio Monella e la trasmette al Colle”. La grazia con la riforma “non c’entra nulla. Però c’entra il fatto che Orlando fa parte di un governo impegnato nelle riforme. Il mio atteggiamento negativo rispetto al ddl costituzionale resta, non do certo il via libera a quel testo. Ritiro solo gli emendamenti in commissione, evito l’ostruzionismo”, dichiara Calderoli. «Penso che sia interesse di Renzi e della Boschi esercitare pressione su Orlando affinché trasmetta a Mattarella la domanda. Anche perché non spetta al ministro decidere sulla grazia, ma al Presidente. Il ministero della Giustizia ha solo un ruolo istruttorio». Per l’esponente del Carroccio “è una battaglia di giustizia, non di politica. Monella si è difeso, magari ha ecceduto, però gli sono entrati in casa mentre c’erano moglie e figli. Io non so come reagirei, sinceramente. Per carità, ha sbagliato. Ma da un anno è in carcere. E ha anche risarcito le vittime».