Ticket Berlusconi-Salvini: troppo sbilanciato al Nord? Dubbi a destra

Il ticket Salvini-Berlusconi? «Mi sembra “sbaricentrato”». A dirlo a “Il Tempo”, con un sorriso, è Angelo Mellone, scrittore, giornalista, attivo nell’universo intellettuale di destra. Che vuoi dire «sbaricentrato»? «È un ticket troppo nordico, a trazione leghista. Sarebbe composto da due lombardi, con una Lega che non è riuscita a sfondare al Sud e un Berlusconi che ormai non detiene più la leadership di un’area. Mi pare un ticket che gio ca in difesa, più una formazione trapattoniana che un attacco a zona. Insomma, una cosa molto rabberciata».

Berlusconi-Salvini è un’alleanza “sbaricentrata”, a trazione troppo nordica

Quale sarebbe, dunque, il percorso da seguire? «Berlusconi dovrebbe ritagliarsi un ruolo da padre nobile in una nuova fase del centrodestra, la cui ricostruzione deve passare perforza attraverso le primarie, che non dovranno essere una “pecionata”, ma una cosa seria». Primarie passaggio indispensabile, dunque? «Le primarie sono l’unica maniera per capire se e quanto è anco ramobilitab ile nel Paese la militanza di centrodestra, e per riportare il centrodestra sul territorio. La soluzione del ticket mi pare tanto un “ci mettiamo insieme per ché non sappiamo che fare”».

«Il Cavaliere deve ritagliarsi un ruolo da padre nobile»

Quanto tempo è necessario per ricostruire l’area? «Tré anni, bisogna arrivare alla fine della legislatura. C’è un lavoro enorme da fare: politico, culturale e, mi si passi il termine, “ideologico “. Si tratta di un impegno gigantesco. Il centrodestra non produce più politica dal 2011, quando cadde Berlusconi». Il boccino ora chi ce l’ha? «Tutti e nessuno. Nel senso che oggi, tra tutte le leadership riconosciute nel centrodestra, non ce n’è nessuna realmente vincente come invece lo era, per intenderci, il Berlusconi prima maniera. Nemmeno Salvini lo è. È vincente come leader della Lega, ma non lo sarebbe come candidato di una coalizione. Per questo, il boccino in mano ce l’hanno tutti, ma sono tutti boccini piccoli, che andrebbero rimessi insieme. Dunque, siccome va rivitalizzata una dinamica che è atrofizzata da quattro anni, bisogna chiamare in campo tutti, anche gli amministratori locali, per rifare una classe dirigente che al momento non c’è. E questo va fatto anche prima delle primarie».