«Strage a messa». La cronaca del fallito attentato a due chiese di Parigi

Il progetto era sterminare il maggior numero di cristiani durante la terza domenica di Pasqua, in due chiese della periferia di Parigi. Dal quotidiano Le Monde, arrivano nuove rivelazioni sugli attentati terroristici sventati domenica 19 aprile contro almeno due chiese di Villejuif, alla periferia della Capitale. Gli inquirenti avrebbero identificato tre francesi responsabili di aver commissionato l’attacco a Sid Ahmed Ghlam, il giovane algerino principale sospetto nell’inchiesta. Tra questi, anche un cittadino di Tolosa convertitosi all’Islam e partito in Siria a combattere per lo Stato islamico (Isis) dopo una condanna a cinque anni in Francia. L’uomo sarebbe inoltre vicino a Mohammed Merah, il terrorista con lo scooter che uccise ebrei e militari tra Tolosa e Montauban nel 2012. Secondo Le Monde, il fascicolo giudiziario dimostra che Sid Ahmed Ghlam fosse minuziosamente “telecomandato” dalla Siria per procurarsi le armi e trovare un obiettivo. L’attentato è stato evitato all’ultimo, il 19 aprile, quando l’ex studente di informatica all’università di Parigi si è sparato per sbaglio a un piede. È comunque sospettato di aver ucciso una ragazza nei pressi della chiesa. La giovane, Aurelie Chatelain, insegnante di fitness di 32 anni, secondo gli inquirenti in qualche modo ha ostacolato il progetto suicida del kamikaze. Non è un caso che su Facebook siano nate delle pagine dedicate al sacrificio di Aurelie.

Parigi ancora sotto choc dopo “Charlie Hebdo”

Per l’antiterrorismo di Parigi, nonostante il vasto arsenale di misure messo in campo in questi ultimi mesi, il rischio di attentati jihadisti è ancora molto elevato. Dalla ricostruzione del quotidiano francese, il 19 aprile sarebbe dovuto diventare l’11 settembre della cristianità. Ghlam avrebbe ricevuto l’ordine di «colpire una o due chiese» attraverso comunicazioni sms, mail e skype che arrivavano dal Medio Oriente. Assistito da tre avvocati, Sid Ahmed Ghlam, algerino di 24 anni giunto in Francia nel 2009 era stato fermato assolutamente per caso poche ore dopo il fallito attentato. I poliziotti, nella sua auto, hanno trovato kalashnikov, pistole, giubbetto antiproiettile e tre cellulari. Nell’appartamento, un arsenale tale da far sospettare l’esistenza di complici. Sempre in casa sua, c’erano documenti in lingua araba in cui sono citati al Qaida e lo stato islamico. All’automobile la polizia è arrivata dopo che lo stesso algerino aveva chiamato l’ambulanza. Presentava una ferita da arma da fuoco e sanguinava abbondantemente. I soccorritori hanno avvertito la polizia, che seguendo le tracce di sangue è arrivata all’auto del ragazzo. Con ogni probabilità Sid Ahmed Ghlam, prima di ferirsi accidentalmente, ha ucciso Aurelie Chatelain, istruttrice di fitness, appena arrivata a Parigi per uno stage di pilates. Il movente del presunto omicidio ricorda in qualche modo l’azione di Amedy Coulibaly, il terrorista che a gennaio uccise una poliziotta poche ore prima di passare all’azione coordinata con i fratelli Kouachi, autori della strage a Charlie Hebdo.