Sono italiane, nessuno se ne occupa. Non hanno casa, vivono nella Fiat 500

Una Fiat 500 vecchio modello è la loro casa da tre mesi. Come narra l’Ansa, Chiara e Francesca (i nomi sono di fantasia) ne hanno fatto il loro giaciglio da quando, con i soldi racimolati con qualche lezione privata, hanno pagato l’ultima mensilità dell’affitto della casa in cui abitavano prima di finire in strada. È Chiara, 50 anni, dieci in più della sorella minore Francesca, a raccontare la condizione di disagio e povertà in cui le due sorelle vivono a San Giorgio a Cremano (Napoli), la città che ha dato i natali a Massimo Troisi e Alighiero Noschese.

La vita nella Fiat 500 al termine di una lunga storia

Ma come sono arrivate a vivere nella Fiat 500? Tutto comincia nel 2000 con la morte dei genitori: la casa di proprietà nel centro di San Giorgio a Cremano non possono più pagarla. Le due sorelle, che vivono di lavori saltuari, non possono fare fronte alle spese ordinarie. La decisione è vendere e con il ricavato prendere in affitto un appartamento più piccolo. «Abbiamo tirato avanti – spiega Chiara – fino a quando ci è stato possibile. Io dando lezioni private ai bambini nel doposcuola e mia sorella facendo l’estetista. A un certo punto non abbiamo potuto far fronte ai pagamenti mensili. E da tre mesi, dallo scorso maggio, siamo costrette a vivere in auto, una Fiat 500, sulla strada». La vita è più dura, si sa, e tutto si complica. Per i pasti si rivolgono alla mensa per i poveri nella vicina Portici, «è aperta dal martedì al venerdì, poi ci si arrangia». Ma i problemi maggiori sorgono quando c’è necessità di fare una doccia o di usare il bagno. «L’unica ad accoglierci è stata una amica extracomunitaria che vive in zona, l’unica disponibile. Nei locali pubblici troviamo le porte chiuse». Agli uffici del Comune, Chiara, assieme a un amico, ha bussato qualche giorno prima di Ferragosto: «Hanno detto che alloggi disponibili non ce ne sono». E alla mancanza di un alloggio si somma la difficoltà di trovare lavoro. Chiara dice che ha bussato anche alle porte della Regione Campania e al centro per l’impiego. «I corsi di formazione regionali sono a pagamento e una ulteriore spesa non possiamo permettercela». Ai privati si sono rivolte anche di recente. «Abbiamo chiesto lavoro come commesse nei negozi qui di San Giorgio a Cremano, perché un po’ di esperienza in questo campo l’abbiamo, ma ci hanno risposto no, grazie, non ne abbiamo bisogno oppure che c’è un limite di età dai 18 ai 25 anni e questo inevitabilmente ci penalizza. A questo punto se le istituzioni non ci aiutano pensiamo solo di andare via da questa città». Sì, ma dove? Questo è il punto. Le due sorelle lanciano un appello: «Chiediamo un lavoro. Che qualcuno ci risponda e ci aiuti».