Un sindaco costruisce piccole trincee nei parchi per tenere lontani i nomadi

Basta con i rom, bisogna “difendere” i parchi frequentati da famiglie e bambini. Un sindaco rompe gli indugi e sorprende tutti, forse perché – essendo francese – non conosce né Renzi né la Boldrini. Nella cittadina di Wavrin, estremo nord della Francia, annuncia di essere pronto a tutto per tenere lontani i nomadi, anche a scavare piccole trincee nei parchi e ha iniziato a farlo. Il che ha provocato la crisi di nervi dell’opposizione di sinistra, secondo cui i bordi di diverse zone verdi del comune da fine giugno hanno iniziato ad essere “sfigurati” da lunghe buche per evitare che si trasformassero in accampamenti.

 Trincee nei parchi, «non permetterò gli accampamenti dei nomadi»

«La soluzione la più seria e più fastidiosa per loro è stata scavare dei fossati, che saranno presto fioriti», ha spiegato il sindaco, l’indipendente di destra Alain Blondeau, alla stazione locale della radio France Bleu. «Anche se le persone, o almeno alcune di loro, sono rispettose, ci sono pulizie da fare, acqua ed elettricità da fornire – ha aggiunto – È pur sempre un costo per la città. Al momento non ci sono terreni di accoglienza, faccio del mio meglio». L’opposizione, però, insorge senza però andare al cuore del problema: «Questa follia sfigura gli spazi verdi della città – spiega alla stessa radio un portavoce – Basta farsi un giro, si vede solo quello, delle brutte buche e mucchi di terra che circondano tutti gli spazi verdi». Per la sinistra la mancanza di un’area di accoglienza per i nomadi sul territorio comunale è contro la legge, che impone ai comuni di oltre 5.000 abitanti di averne almeno una.