Senato elettivo e premio di coalizione: il Cav prepara lo scacco a Renzi

Il ritorno al Senato elettivo e il premio di coalizione invece che alla lista come prevede ora l’Italicum. Il cosiddetto Nazareno 2.0 da cui Silvio Berlusconi è disposto a ripartire per riallacciare il dialogo con Matteo Renzi ruota intorno a queste richieste. Due punti su cui il Cavaliere non ha intenzione di fare retromarcia consapevole che, alla luce dei numeri a palazzo Madama, i voti di Forza Italia diventano per il capo del governo merce preziosa.

Renzi dovrà cedere

L’asse che si è creato tra le varie opposizioni – insieme a quella Dem – per riportare palazzo Madama ad essere eletto dai cittadini rischia di mettere a dura prova il governo. I numeri sono dalla nostra parte, sono le considerazioni che arrivano da Arcore dove la convinzione è che da settembre sarà Renzi a riaprire i giochi. Anche se per ora il premier tira dritto mostrando di non voler arretrare di un millimetro. Dopo la pausa estiva, però, una valutazione della situazione dovrà farla anche il presidente del Consiglio, si ragiona in ambienti parlamentari, al di là delle prove muscolari di questi giorni. E dovrà decidere se andare allo scontro totale, con il rischio di far saltare il tutto, oppure ragionare su una nuova strada percorribile che, inevitabilmente, allungherebbe i tempi del varo delle riforme.

Le mosse di Berlusconi

Berlusconi sa bene di non poter incassare tutto il pacchetto di richieste ma, è il ragionamento che fanno i suoi fedelissimi, se il leader del Pd non vuole mandare in soffitta le riforme deve concedere margini di manovra e modifiche. I numeri – stando ai calcoli delle minoranze – non giocano ora dalla parte di palazzo Chigi. Che il clima sia teso lo dimostra poi il caos intorno alle mosse di Vincenzo D’Anna. Il portavoce del gruppo dei verdiniani, da sempre contrario al ddl Boschi, ha infatti presentato un emendamento (poi ritirato dopo evidenti pressioni) a favore del Senato elettivo.

Una maggioranza traballante

La posizione di D’Anna, peraltro già nota, non preoccupa però Verdini che in asse con Renzi continua a difendere la riforma tout court. Anzi, l’obiettivo dei verdiniani è quello di aumentare le loro truppe: prima di settembre c’è tempo, ci saranno sorprese, è il ragionamento di uno di loro. Non la pensa così Forza Italia che anzi è convinta che la maggioranza non sia così granitica. Al di là della minoranza Dem infatti, gli occhi sono puntati su Area Popolare dove il gradimento per il Senato elettivo risulta essere alto. Alla ripresa dei lavori di settembre dunque Berlusconi si aspetta delle novità lasciando che sia Gianni Letta (così come è avvenuto nel lavoro preparatorio per la Rai) a gestire i fili della trattativa.

Su Senato e Italicum si cerca una “terza via”

Gli sherpa sono al lavoro per trovare un compromesso, una cosiddetta “terza via” che possa consentire a FI di poter ritornare in partita e votare le riforme. Una delle soluzioni la indica il coordinatore di Ncd Gaetano Quagliariello e cioè i cosiddetti “listini” in occasione delle elezioni regionali: «In questo modo – ha spiegato – la sovranità popolare sarebbe rispettata e le riforme salve». Parallelamente al Senato elettivo poi c’è la partita sull’Italicum e anche sulla legge elettorale l’ex capo del governo non sembra nutrire dubbi: Renzi cambierà la legge, conviene anche a lui – è il ragionamento – lasciarsi una chance al secondo turno di poter allearsi con altre liste ed evitate la vittoria certa di Grillo.