Riforma della scuola, ecco perché a settembre si rischia il caos

«I problemi veri arriveranno a settembre, quando bisognerà determinare i comitati di valutazione o votare i piani triennali. Potremmo trovarci di fronte ad atteggiamenti di netto ostruzionismo da parte di molti docenti, alimentati da alcuni sindacati. Non sarebbe una sorpresa. E se gli insegnanti dovessero rifiutarsi di collaborare, noi dirigenti scolastici ci troveremmo nell’impossibilità di gestire una macchina che, di fatto, non si avvia. Sarebbe la paralisi». A lanciare l’allarme è Paolino Marotta, presidente dell’Associazione nazionale dirigenti scolastici (Andis), in un’intervista al Messaggero. «Non è un bene che la scuola ricominci con le supplenze. Questo rinvio di un anno non va bene. Ma già a marzo avevamo annunciato che sarebbe andata in questo modo. Il sistema di assunzioni a tappe così ha una partenza difficile. L’Amministrazione lo sapeva e ora aggrava la situazione», dichiara Marotta. «La vera questione ora è capire quanto queste supplenze andranno avanti. Bisognerà vedere se si tratterà solo di un periodo iniziale. Il rischio è che possa durare molto più a lungo. E questo sarebbe un grosso danno per la scuola». Per Marotta “in molti istituti si assisterà al carosello delle supplenze. Si verificherà una grande confusione nel passaggio di più docenti sulla stessa disciplina e nella medesima classe. Un danno per gli studenti, perché si interrompe il rapporto con l’insegnante”.