Scuola, il disastro di Renzi: mancano pure i presidi in oltre 1700 istituti

Non ci sono solo gli insegnanti sul piede di guerra. La cosiddetta Buona scuola di Renzi fa acqua da tutte le parti. Anzi, più trascorrono i giorni e più viene fuori il disastro causato dal governo. Non solo mancano armadietti, penne, gessi e anche la carta igienica. Non c’è nemmeno chi decide. Il nuovo anno infatti inizierà con 1.700 istituti senza “capo”: una scuola su cinque passerà l’anno scolastico senza i presidi, il suo vicario e nemmeno il direttore dei servizi generali e amministrativi. Una catastrofe targata Renzi, con i genitori inferociti. La denuncia arriva dall’Anief.  «Per quanto riguarda i dirigenti scolastici – spiega il sindacato – la riforma della scuola ha infatti lanciato un “paracadute” solo per una parte dei tanti vincitori di concorso rimasti in stand by per via delle irregolarità amministrative accertate nello svolgimento delle ultime prove selettive: la  Legge 107/2015, dal comma 87 in poi, ha dimenticato tutti i docenti vincitori e idonei che, dopo aver partecipato al concorso emesso dal Miur nell’estate del 2011, hanno oggi ancora attivo, in primo o secondo grado, un ricorso in tribunale. Solo alcune centinaia di docenti diventeranno presidi, dopo aver svolto dei corsi intensivi avviati dall’amministrazione, mentre gli altri sono stati clamorosamente abbandonati al loro destino».

Mancano i presidi, la scuola è sull’orlo del collasso

Oltre a tutelare la loro posizione, rivendicando al giudice anche per loro l’assorbimento nei quadri dirigenziali, Anief torna a chiedere l’avvio celere di un nuovo concorso per dirigenti. «Lo stesso concorso che si attende da quasi vent’anni per il Dsga, la figura professionale, che tra le altre cose gestisce i bilanci delle scuole e il personale Ata, valorizzata solo dalle norme ma mai nei fatti: a oggi, infatti, questo ruolo – osserva l’Anief – continua a essere coperto dall’abnegazione di migliaia di assistenti amministrativi, che senza nemmeno la dovuta preparazione (e nemmeno gli adeguati compensi) vengono caricati di responsabilità enormi e compiti complessi».  Il sindacato, infine, torna a chiedere la soppressione della norma, prevista dall’ultima ex Legge Finanziaria, di cancellazione degli esoneri e semiesoneri per i vicari dei presidi: i dirigenti da settembre «si ritroveranno a gestire, senza i collaboratori diretti, una media di 5-6 sezioni distaccate a testa, collocate spesso anche a decine di chilometri di distanza l’una dall’altra». Per la direzione delle scuole «siamo davvero preoccupati. Perché è vero che con le nuove norme sono previsti tre membri dello staff a sostegno del dirigente scolastico, ma nessuno con la funzione di vicario. Con l’aggravante che i docenti, da cui pescare i nuovi collaboratori, si impianteranno con un anno di ritardo. Il potenziamento dell’organico dell’autonomia, infatti, da deliberare attraverso il Collegio e il piano triennale dell’offerta formativa nel prossimo autunno, sarà realizzato concretamente solo dal 2016: per quest’anno, le nomine arriveranno solo a livello giuridico».