Schiacciata dalla folla mentre fa la fila per il pane: è questo il Venezuela “rosso”

Maria Aguirre, un’anziana di 76 anni, è morta calpestata mentre era in fila insieme ad altre “migliaia di persone” per poter fare la spesa in un mercato popolare nel municipio venezuelano di Sabaneta.
La vicenda, portata alla luce dalla stampa di Caracas, che dà ampio risalto alla morte della donna, sottolineando il problema della scarsità di beni nei supermercati e delle code che i venezuelani devono affrontare ormai da tempo nel tentativo di assicurarsi i beni di prima necessità, è l’ennesimo colpo alla politica economica del regime venezuelano i cui effetti ricordano quelli sulla popolazione dell’Unione Sovietica negli anni passati.
La Aguirre è stata travolta dalle altre persone che si trovavano in fila quando è stato dato il via libera alla vendita dei prodotti: chi era in coda con lei – ha precisato il quotidiano El Nacional – non si è accorto che l’anziana era caduta per terra. E la donna è stata calpestata da quanti davano l’assalto ai prodotti.
Il Venezuela sta attraversando da tempo da tempo una gravissima crisi economica causata dalle politiche economiche del regime strettamente legate all’impostazione ideologica di stampo comunista del governo. Uno dei problemi principali è proprio la mancanza di prodotti essenziali, dagli alimenti alle medicine, fatto che è alla base delle lunghe file nei supermercati, negozi e mercati, in un contesto tra l’altro di crescente malcontento e di restrizioni cambiarie che frenano le importazioni. Il malcontento sta producendo una serie di manifestazioni e di proteste represse sempre più spesso dalla violenta reazione del regime che accusa gli Stati Uniti di alimentare, dietro le quinte, le manifestazioni dell’opposizione. Nel solo 2014 in Venezuela si sono registrate tremila manifestazioni contro il governo e il clima si fa, di giorno in giorno, più incandescente soprattutto laddove i cittadini sono costretti a file estenuanti per ottenere quelli che sono i servizi di prima necessità.
Scossi dai continui scandali che portano alla luce ogni giorno storie di tangenti e ruberie, i venezuelani non sembrano decisi a rassegnarsi a questo stato di cose e il risultato sono, appunto, le continue manifestazioni contro il regime di Maduro. Un’escalation di proteste spontanee in piazza che generano, di contro, un’azione repressiva pesante da parte delle forze di polizia. In tutto questo l’economia del Paese sta implodendo – il Venezuela vanta l’inflazione più alta del mondo – la produzione di greggio, che rappresentava una buona fonte di reddito per il Paese, è crollata e gli accordi con Cuba, che sostiene Maduro, vengono fatti sulle spalle degli stessi venezuelani i quali vedono il loro governo regalare il greggio a Cuba. La moneta svalutata fa il resto ed è oramai chiaro che la situazione è completamente sfuggita di mano a Maduro.