Noi con Salvini si allarga al Sud e a Roma punta su Meloni Sindaco

“Noi con Salvini ha dei tempi di sviluppo. In questi mesi non ho mai cercato nessuno e ho incontrato tantissime persone, alcuni aderiscono per convinzione, altri per opportunità politica. Capisco anche che qualcuno non sia abituato al sistema Lega, che divide il partito dalle istituzioni. Negli altri movimenti, invece, spesso chi è parlamentare o consigliere ricompre gestisce anche il partito a livello locale». Il senatore Raffaele Volpi, responsabile per il Sud del movimento “Noi con Salvini”, a “Il Tepo spiega le strategie future della Lega nel Meridione.

Molte difficoltà per “Noi con Salvini” al Sud, ma tante potenzialità in futuro

«Su Giorgia Meloni dico subito che il rapporto con Fratelli d’Italia dal mio punto di vista è un rapporto positivo anche in prospettiva. Certo dobbiamo verificare degli o biettivi comuni. Su Roma in particolare aggiungo che non conosco Alfio Marchini e in questo momento personalmente non mi entusiasma». Quindi la Meloni potrebbe essere la vostra candidata sindaco? «Guardi, a Roma serve un progetto forte. Al di là della Meloni servono candidati non compromessi, a costo di essereimpopolari. Quanto ai romani che hanno aderito a Noi con Salvini, la realtà è presente ma credo che non gli siamo molto simpatici, troppi di loro sono ancorati ai ricor di dei partiti di provenienza. Ma è un rischio del mio ruolo».

Volpi (Noi con Salvini) apre anche a Fitto, “ma basta con la resistenza anti-Salvini al Sud”

“Quanto a Fitto, teoricamente diciamo cose simili e una convergenza si potrebbe trovare, ma se persiste questa gelosia e questa resistenza nell’accettare Salvini al Sud è difficile. In giro c’è troppa arroganza, molti hanno preso i voti perché avevano Berlusconi dietro”. Il cantiere resta aperto insomma. «La nostra ambizione è creare un soggetto nazionale molto aggregante, una lista civica aperta anche a politici in senso stretto. Ma l’ambizione di ciascuno dev’essere comunitaria. Difficile dire oggi se andremo da soli o in qualche forma di coalizione, cosi come bisogna ancora studiare tecnicamente come far convivere Lega e Noi con Salvini in unalista unica come impone l’Italicum. Ma oggi resta prioritario ridare impulso alla partecipazione collettiva, riaggregare su una base valoriale, riavvicinare i corpi intermedi con un sano collateralismo».