Salvini lancia un nuovo “Patto del Nazareno”: sfida a Renzi e Berlusconi

«Il nuovo patto del Na2areno lo faccio io». Si tratta ovviamente di una provocazione di Matteo Salvini. Il leader leghista a «Libero» spiega che è pronto a tentare un’alleanza strategica con Renzi. «Sui temi quali l’embargo russo, gli studi di settore, la legge Fornero e le tasse io mi siedo al tavolo con chiunque». «Magari non chiamiamolo proprio Patto del Nazareno, che suona male. Comunque, avendo la Lega come priorità bene del Paese – di tutto il Paese -, l’ideale sarebbe andare al voto. Subito. Ma mi pare che siamo gli unici a volerlo, a questo punto vanno bene anche le alleanze strategiche solo su temi che per noi sono prioritari» Mi faccia capire: andrebbe a trattare con Renzi? «Io non mi fido di Renzi…» E sta bene, ma…

Salvini: “Sull’embargo alla Russia, gli studi di settore, la legge Fornero, le tasse, io mi siedo al tavolo con chiunque”.

“Se domani Renzi, però, mi telefonasse e mi dicesse che le priorità di governo non sono più lo ius soli, o le unioni gay; e parliamo di lavoro e tasse, io prendo la macchina, il treno, l’aereo e vengo giù a Roma, subito. Anzi, guardi, ci vengo a piedi. Il resto non conta”. Però scusi, Calderoli non la pensa così. Ha preparato 513mila emendamenti e ne minaccia altri 6,5 milioni. Su questa storia dell’opposizione alla riforma del Senato, poveretto, ci sta buttando l’anima… «E fa bene, per carità, nell’ottica di andare subito al voto è la strategia migliore. In Parlamento ci si concentra sui delicati equilibri di voto; ci si preoccupa di dove andranno i verdiniani, i tosiani, i venusiani.

Non vedo la coda di gente al bar che mi avvicina e mi dice: “Forza Salvini, andate avanti sul Senato elettivo…”

“Tutto quel che aiuta le nostre imprese che sono alla canna del gas va bene. Io, per esempio, non avrei mai fatto come Berlusconi che sì è giocato il Patto del Nazareno sulla legge elettorale, sulla riforma costituzionale. Adesso il vecchio Nazareno riaffiora con la porcheria delle nomine Rai». Lo dice perché siete rimasti fuori dalla lottizzazione? «No, anzi. Se qualcuno crede di averci inferto un colpo con la riforma Rai lasciandoci senza poltrone, be’, si sbaglia di grosso. Il fatto di essere rimasti fuori da queste schifezze, invece è per me -le assicuro- un motivo d’orgoglio. Gli elettori vedono e capiscono. E questa mossa, le ripeto, mi fa sempre più diffidare del nostro amato premier»