Salvini “apre” al Cav: «Le primarie? Se c’è l’accordo non servono»

Per i Comuni «se ci sono persone e programmi che mettono d’accordo tutti, finirà lì. Non c’è bisogno di richiamare i cittadini a votare». Così il leader della Lega Nord Matteo Salvini in un’intervista al Corriere della Sera precisa la sua apertura sulle primarie, «opportune a prescindere» ma a livello nazionale, per le politiche. «Per le città – spiega -, se esiste una condivisione di nomi e di cose da fare, non è sempre necessario disturbare i cittadini, che hanno di meglio da fare». A livello nazionale, invece, «occorre la massima chiarezza sia sui programmi che sul candidato. Se esistono differenze, ed esistono, dobbiamo chiedere ai cittadini. L’esempio più evidente di questo è l’Europa: su un tema del genere, i cittadini devono dire come la pensano e sapere che cosa c’è in gioco». Salvini dice di non averne ancora parlato con Silvio Berlusconi «fino a quando Balotelli non ha finito le visite mediche, non voglio disturbarlo» – auspicando che «non ascolti i pessimi consiglieri che potrebbero spingerlo a rinciuciare con Renzi».

Salvini: «Silvio fatto fuori perché dava fastidio alla Merkel»

«Forse lui dava fastidio – dice ancora di Berlusconi – Oggi Merkel non fa risolini, ma si frega le mani: Renzi sembra pagato dai tedeschi. Guardi che io non sono anti Merkel: lei è di un cinismo e di un’abilità straordinaria a fare gli interessi tedeschi». Ad esempio «ha sospeso il trattato di Dublino per i siriani: loro, li accoglie. Vuol dire che in Germania deve arrivare immigrazione qualificata, che non ha problemi a farsi identificare. Ma guardi anche David Cameron: ha stabilito che non si può lavorare senza permesso. E chi dà lavoro agli irregolari rischia la licenza. E così, in Italia si fermano i ciabattanti che non scappano da alcuna guerra». Le dichiarazioni di Renzi su Imu e Tasi? «Fantastico – afferma Salvini -. Renzi ci ha messo un anno e mezzo per arrivare a quel che aveva fatto il centrodestra al governo: abbassare le tasse sulla casa. Il brutto è che va sempre così: noi facciamo una cosa e siamo i cattivi. Poi, loro sono costretti a fare lo stesso».