Salvini alza la posta: “Così voglio bloccare l’Italia”. E invita i grillini in piazza

«Immagino tre giorni di manifestazioni civiche. Per questo c’è bisogno di una lunga preparazione, per permettere che ciascuno, per quello che potrà fare, possa dire: io ci sono. Le giornate avranno un’etica: consumare, ad esempio, solo prodotti italiani. Andremo anche nel concreto delle proposte: ci saranno iniziative per l’Agenzia delle entrate, per le prefetture, per le banche. Immaginate un’Italia che si ferma, che non da quattrini a questo governo, per poi ripartire». Lo afferma Matteo Salvini in un’intervista su “Il Tempo”.

Tre giorni di manifestazioni civiche, dove – dice Salvini – “consumare solo prodotti italiani”

«Vorrei che non fosse solo la Lega, ma tutto il centrodestra a partecipare e a organizzare: Forza Italia, Fratelli d’Italia e cosi via. Posso anticipare che finiremo con una grande manifestazione. Attenzione, non penso di coinvolgere solo il centrodestra ma tutti quelli che – almeno a parole – dicono di essere contro Renzi. I sindacati, ad esempio. E, lo dico qui, vorrei con noi anche i grillini». Dopo l’immigrazione che cosa si aspetta da questi ultimi? «Nulla. Sull’immigrazione Lega e 5 Stelle, nonostante la buona volontà di Grillo, non sono dalla stessa parte della barricata. Nei fatti, fino alla chiusura dell’Aula, il loro ultimo ordine del giorno prevedeva un premio per i comuni che ospitavano i presunti profughi. Io adesso, invece, propongo loro quest’altra occasione. Visto che a paróle sono anti-Renzi, organizziamo qualcosa insieme. Poi andiamo a votare e che vinca il migliore».

Salvini sfida Grillo e i suoi sull’immigrazione

Come si fa a bloccare il Paese con il Pii che cresce dello 0,2%? «Quello è un dato drammatico. A furia di zero virgola tra dieci anni saremo ancora al punto di partenza. La nostra manifestazione è per abbattere lacci, lacciuoli che questo governo lascia intatti. Se non invertiamo completamente la rotta è la fine. Meglio alzare la testa allora. Tré giorni di blocco totale valgono altro che la pena, di più». È tornato a parlare, a proposito di immigrazione, di «sostituzione etnica» degli italiani. «Non penso più che l’immigrazione massiva sia una fatalità, un caso o un’emergenza. Penso che sia una manovra organizzata da chi ha interesse a importare manodopera a basso costo, a svilire i valori del lavoro, della società, della famiglia e della comunità. Ci metto dentro l’Europa, una parte minoritaria della Chiesa, il mondo sindacale, la sinistra in generale».