Renzi non va e Mattarella non resta a guardare: primi passi per il “dopo”

Che fa Mattarella? Vengono fuori le prime indiscrezioni. Il premier Renzi ha un problema e grande, nonostante tenti di minimizzare: i numeri al Senato, nonostante finga di averli, non li ha, Palazzo Madama è il tallone d’Achille del governo. Da questa fragilità -peraltro evidenziata da tanti editorialisti – non c’è che da trarre alcune possibili le conseguenze politiche. «Qualcosa si muove al Colle per il dopo Renzi. Le nostre condizioni per la Grosse Koalition: centrodestra e centrosinistra insieme, ma senza Renzi». La via percorribile è illustrata dal Mattinale, la nota politica del gruppo di Forza  alla Camera.

Mattarella sta studiando la situazione e…

Il Quirinale è un elemento determinante in questo mosaico. Leggiamo: «Il Capo dello Stato è perfettamente consapevole dello stallo in cui è cascato Renzi per la sua insipienza e la sua slealtà politica. Fatta fuori Forza Italia per disegnarsi come un abito su misura una riforma elettorale e costituzionale di stampo autoritario, si trova senza numeri. Invoca elezioni in caso di bocciatura al Senato delle sue indigeribili proposte, ma non ne ha il potere. E di certo Mattarella non è disponibile a concederle in presenza di possibili altre maggioranze, onde concludere un processo di riforme finalmente condivise largamente».  Il Mattinale esclude accordi con Renzi sulle riforme. «Noi non ci fidiamo di Renzi. Non può essere Renzi, che ha avvelenato la minestra. a servire un’altra minestra. Se ha da essere Grosse Koalition, come propose Berlusconi il 24 febbraio 2013, deve basarsi su una fiducia reciproca e su una parità tra i partner, che con Renzi è impossibile, vista la filosofia e la prassi instaurate a Palazzo Chigi».

In questo ipotetico governo, gli azzurri vorrebbero la partecipazione della Lega Nord. «Fuori un Matteo, dentro (con noi) l’altro Matteo. In altri termini, centrodestra e centrosinistra insieme. Noi non concepiamo la possibilità di un governo di salvezza nazionale al di fuori dell’alleanza con la Lega e con le forze di centrodestra – conclude la nota – Non ci siamo messi insieme alle amministrative dello scorso maggio semplicemente perché era più facile vincere, ma condividendo i valori e le proposte essenziali. Questo idem sentire non c’entra nulla con la serrata ultra-lepenista proposta da Salvini unilateralmente e che rischia persino di giovare all’attuale governo», conclude la nota del Mattinale.