Renzi logorroico nella direzione Pd. È lui il premier del Mulino Bianco

“Possiamo fare tutti i dibattiti culturali ma oggi l’hashtag per il Mezzogiorno è zero chiacchiere”. Lasciava ben sperare il debutto di Matteo Renzi alla Direzione del Pd. Finalmente, pensavamo, un taglio netto alle discussioni, un salto in avanti per tracciare il profilo di una politica concreta per tirar fuori il Sud dalla situazione in cui si trova, un elenco di fatti concreti su cui innestare il famoso  “cambio di verso”, la svolta decisiva per dimostrare che i “piagnistei” non servono, anzi sono deleteri. Invece, la speranza si è subito liquefatta nel vortice parolaio del magico affabulatore fiorentino.

Renzi glissa sulle analisi dello Svimez

Davanti la direzione del suo partito, il premier se l’è cantata e suonata da par suo. Ce l’ha messa tutta, proprio tutta, per affastellare battute, raggranellare concetti risaputi, spernacchiare ingombranti censori e fastidiosi analisti. Lo Svimez offre l’indagine cruda dei ritardi del Sud? Siamo seri. “I punti aperti del Sud non sono i tomi e tomi del dibattito, ma sono luoghi fisici, culturali,imprenditoriali”, dice superbo il leader del Pd. E aggiunge:”Il Sud non è un insieme di documenti, ma di volti e storie, che attendono dal Pd e dal governo la capacità di dire la parola fine a decenni di rimpalli”. Peccato che non dica come, con quali risorse, con quali programmi. Retorica, ancora retorica, con l’aggiunta di stilettate feroci alla minoranza interna che sul Mezzogiorno e la storia dei “piagnistei” non ha gradito (“Sul Sud serve un patto tra di noi vero, non può diventare luogo di una battaglia interna”).

Renzi e la metafora del Mulino Bianco

Se proprio si vuole sapere di più, bisognerà attendere l’autunno, quando, il Pd, assicura, elaborerà un “masterplan” di proposte. Il resto della orazione ferragostana, in una Roma soffocata dall’afa e imbestialita per lo sciopero ad oltranza dei mezzi pubblici, Renzi la dedica ad autoincensarsi, a dire che l’Italia si è rimessa in moto grazie al Pd (ma nessuno se ne è accorto) e che dare merito della ripresa (quale?) al Quantitative easing della Bce “è da economisti del Mulino Bianco“. Sì, ha detto proprio così, il Nostro: “Economisti del Mulino Bianco”. Ma via, caro presidente, perché prendersela con i biscotti e le merendine del più famoso forno italiano? Almeno, nel Mulino bianco, gli italiani trovano ancora qualcosa di dolce e gustoso. Non crede?