Da Parigi ai Caraibi, il record di Ignazio Marino: è in vacanza ogni 48 giorni

Avete finito le vacanze? Il sindaco di Roma ancora no. Ignazio Marino ha saputo dello scandalo dei funerali di Casamonica mentre prendeva il sole dei Caraibi, dopo un tour del Texas con moglie e figlia. Quindi farà un salto a New York e tornerà, forse, alla fine agosto. Il forse è d’obbligo, come ha spiegato il suo assessore Alfonso Sabella: «Credo tornerà a fine mese dalle vacanze». È vero, una vacanza la meritano tutti. Persino gli scolari bocciati. Persino il primo cittadino della Capitale. Ma c’è un limite a tutto. La denuncia non arriva dall’opposizione ma dal suo collega di partito, il deputato Pd Michele Anzaldi, che ha fatto il computo di quante volte il sindaco di Roma ha fatto i bagagli e se n’è andato all’estero. In due anni di mandato da sindaco, è partito per ben quindici volte. E di queste, sei volte negli Stati Uniti, nazione dove Marino ha vissuto per anni e della quale deve sentire parecchia nostalgia. Quindici viaggi in due anni e il conto è presto fatto: il caro Ignazio si prende una vacanza ogni 48 giorni. Non c’è male. Si dirà: non tutte sono vacanze, alcuni sono viaggi istituzionali (quindi pagati da noi) il che forse è anche peggio.

I quindici viaggi all’estero di Ignazio Marino

Andiamo a vederle nel dettaglio, alcune delle trasferte e facciamo riferimento a quanto ha ricostruito Dagospia in una “gossippata” dell’8 giugno. Si domanda maliziosamente il motivo di tutti quei viaggi in America. Domanda che, politicamente, non è rilevante. I viaggi, però, restano. La prima visita negli Stati Uniti arriva pochi mesi dopo l’insediamento in Campidoglio: dal 10 al 12 dicembre 2013 Marino viaggia tra New York e Washington alla ricerca di investimenti per Roma. Una “caccia al tesoro” finita nel nulla. Due anni dopo di quei finanziamenti non si è visto neanche un euro. Il 21 agosto 2014 una delegazione romana guidata dal sindaco va a incontrare «il presidente della Roma, James Pallotta per la costruzione dello stadio». Tenendo presente che il patron giallorosso è a Trigoria e allo stadio Olimpico con una certa frequenza, quel viaggio forse si poteva tranquillamente risparmiare. «Il 15 settembre 2014 Marino è a San Francisco» ancora una volta con la motivazione ufficiale della ricerca di finanziatori per i beni culturali del Comune di Roma. Finanziatori che però non si vedono ancora. Un mese e mezzo dopo Marino se ne va a Londra: la scusa è quella di una conferenza organizzata dall’Economist. Va a spiegare agli inglesi la mobilità sostenibile della Capitale. Nelle stesse ore diventa insostenibile la situazione a Tor Sapienza, tra residenti e immigrati. Marino forse lo viene a sapere dalla Bbc.

Marino, il sindaco che non c’è mai quando serve

Come testimonial dei beni culturali romani Ignazio Marino non è un granché. Nel periodo natalizio Roma deve sembrargli triste, la nostalgia per l’America è forte. Quindi anche nel dicembre 2014 fa una “visita privata” di due settimane negli Stati Uniti, forse perché dire “vacanze” pareva brutto. La visita finisce male, perché il sindaco in una località sciistica a stelle strisce (non era meglio il Terminillo?) si rompe una gamba. Roma è paralizzata dallo sciopero bianco dei vigili urbani, lui lo avrà saputo dalla Cnn. Un mese dopo, febbraio 2015, il sindaco di Roma vola a Parigi. Il pretesto è quello di incontrare il sindaco della capitale francese ed esprimere solidarietà alla redazione di Charlie Hebdo. Non era più pratico e conveniente un telegramma? Ma forse è l’aria di Roma che gli va a noia. Tre mesi più tardi Marino è avvistato a Philadelphia. L’occasione è il ritiro di una laurea honoris causa in un ateneo locale. In quei giorni c’è un nubifragio che paralizza la città e si verifica il tragico incidente di via Mattia Battistini, con l’auto guidata dal minorenne rom che falcidia i passanti al semaforo. Anche in quel caso il Marino è latitante.

Marino conosce meglio New York di Roma

Come ha osservato il suo compagno di partito Anzaldi, il sindaco «spesso e volentieri si trova così lontano da Roma – sia in termini di distanza che di fuso orario – da non poter ricoprire adeguatamente il suo ruolo». Accadrà la stessa cosa giovedì prossimo, quando il Consiglio dei ministri discuterà la relazione di Angelino Alfano su Mafia Capitale». Marino sarà nella Grande Mela, a godersi le vacanze. Poi, attraverso il suo ufficio stampa, farà sapere che, sotto il suo sguardo vigile la città è sotto controllo. La città di New York.