Putin: «Hanno umiliato l’Ucraina, troppi stranieri nel governo di Kiev»

Torna a parlare di Ucraina il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. E lo fa per evidenziare un paradosso probabilmente sconosciuto ai più. E cioè che il governo di quel paese, sostenuto dagli americani dell’amministrazione Obama e dall’Unione europea della Merkel, si regge anche sulla presenza di ministri che proprio ucraini non sono. Fatto questo “umiliante per il popolo ucraino” rileva il presidente russo. E in effetti che “un intero, enorme Paese europeo sia sotto un’amministrazione esterna con le posizioni chiave nel governo e nelle regioni ricoperte da stranieri” non è cosa né normale né buona. Quanto rilevato dal presidente russo Vladimir Putin, citato dall’agenzia Tass, ha del resto puntuale riscontro scorrendo la lista dei ministri impegnati nel governo di Kiev. Che così sembra tutto fuorchè un legittimo governo nazionale. Ed è proprio lì che vuole andare a parare il leader russo. Proprio nella perdita della sovranità nazionale che l’Ucraina avrebbe subito in questi duri anni di crisi con Mosca e con le sue regioni ormai governate dai separatisti filorussi. Tutto è cominciato a fine maggio, quando l’ex presidente georgiano (e filoamericano) Mikheil Saakashvili, una delle ‘bestie nere’ di Putin, è stato nominato governatore della regione di Odessa, in Ucraina meridionale. A seguire il resto delle nomine: nel governo di Kiev siedono infatti la cittadina americana di origine ucraina Natalia Jaresko, che guida il ministero delle Finanze, il lituano Aivaras Abromavicius, ministro dell’Economia e del commercio, e il georgiano Aleksandr Kvitashivili, ministro della Sanità. Una realtà singolare che adesso è stata portata all’attenzione internazionale proprio da Putin.