Profughi alla Festa dell’Unità, il caso arriva sugli scranni del Parlamento

Continua a creare polemiche la vicenda dei profughi impiegati per lavorare alla Festa dell’Unità. Il caso finisce  in Parlamento. Si èmossa la Lega di Reggio Emilia, che ha presentato un’interrogazione parlamentare per conoscere i dati precisi del denaro erogato per i trenta profughi e per fare chiarezza sull’esecuzione del bando vinto nel mese di marzo dalla cooperativa Dimora d’Abramo per il sostentamento dei richiedenti asilo. Le polemiche erano iniziate alcuni giorni fa proprio su profughi utilizzati «per lavorare gratis alla festa Pd».

Sono 480 i profughi affidati alle cooperative sociali

Gli elementi emersi, secondo i partiti dell’opposizione, sono parecchi. A Reggio Emilia ci sono circa 480 “profughi” affidati per i tre quarti a cooperative sociali che hanno “vinto” il bando per l’affidamento. «Il fatto che sia stato indetto un bando – viene rilevato – la dice lunga sull’ingente flusso di denaro che questi immigrati portano con sé, circa 30 euro al giorno che moltiplicati per i 480 della nostra provincia significano oltre 400mila euro». La vicenda ha provocato accese polemiche e ha messo a nudo le operazioni e le vere intenzioni del Pd. È stata ventilata anche l’ipotesi di presentare un esposto in procura. Mentre un operaio ha depositato un esposto sul tema alla direzione territoriale del lavoro e, per conoscenza, al servizio prevenzione e sicurezza nell’ambiente di lavoro dell’Ausl di Reggio.