Primarie, appello di Toti al centrodestra. L’ironia di Fitto: «Quando lo dicevo io…»

«Correre in ordine sparso ci porterà solo nuove sconfitte. È arrivato il momento di cercare strategie comuni». Intervistato da Repubblica, il governatore della Liguria Giovanni Toti, consigliere politico di Silvio Berlusconi, sfida Matteo Salvini e gli alleati: «Per le prossime amministrative o troviamo un candidato che unisca tutti o facciamo le primarie. Sono i sondaggi a dirci che se corressimo uniti Milano e Napoli sono espugnabili, e che a Bologna il Pd non vincerà al primo turno. Le regionali ci hanno insegnato che dove corriamo uniti, come in Liguria e in Veneto, vinciamo. Dov’eravamo divisi ci hanno stracciati», osserva Toti. «Lega e Fratelli d’Italia vogliono vincere o abbaiare alla luna? Vogliono governare o prendere mezzo punto in più per farsi belli?. Le primarie possono essere uno strumento. Ci rivolgiamo a Lega, Fratelli d’Italia, pezzi di centro», spiega Toti. Quanto a Ncd, “spero decida presto il proprio percorso. Se torneranno a essere una parte del centrodestra in modo chiaro e cristallino è evidente che debbano partecipare alla coalizione, ma se continueranno senza scadenze o distinguo ad appoggiare un governo improntato alla figura di Renzi e al Pd si allontaneranno ancora da quella che definiscono la propria parte politica”.  Poi arriva anche la precisazione, via Twitter: «Nota bene: quando parlo di primarie mi riferisco a primarie di coalizione, non di partito. Nessuno faccia finta di non capire!!” scrive Giovanni Toti dopo l’intervista rilasciata a Repubblica. “Soprattutto non si faccia finta di non capire per nascondere proprie scelte autolesioniste!”.

Anche Fitto per le primarie

La chiamata alle primarie di Giovanni Toti non trova indifferente Raffaele Fitto, che però ironizza: «È perfino divertente sentir parlare di primarie coloro che, in Forza Italia, vi scomunicavano perché le proponevo come metodo per unire il centrodestra e far partecipare i cittadini alle decisioni. Capiscono le cose con un anno di ritardo, come il grande autogol del Nazareno. Resta da capire come una classe dirigente che ha applaudito il Nazareno possa credibilmente organizzare il no al Nazareno; e come la stessa classe dirigente anti-primarie possa ora credibilmente sostenerne la bontà», dice il leader di Conservatori e Riformisti Raffaele Fitto.