Pisapia ne pensa un’altra: targa per i defunti sulle cortecce degli alberi

La Festa dell’albero risale a tempi antichissimi. Nella primissima epoca romana agli alberi veniva attribuita un valore sacrale, divinatorio. Il culto dell’albero si ritrova tra le usanze ancor più antiche dei greci e dei popoli orientali. Ci sono centinaia di documenti che testimoniano quanto diffuso fosse l’impianto di nuove piantine in occasione di feste, ricorrenze e avvenimenti. La più grande festa silvana in epoca romana era la “Festa Lucaria“, il 19 luglio di ogni anno, nel corso della quale, oltre ai riti propiziatori, si festeggiavano le particelle di bosco impiantate nei mesi precedenti. Si perde il conto dei numi e dei geni tutelari dei boschi e delle selve. Tra le divinità protettrici dell’ambiente, Silvano veniva rappresentato in procinto di collocare a dimora una piantina di cipresso.

La Giunta Pisapia approva il nuovo regolamento sul verde

Poi, in epoca moderna, ci pensò, nel 1872, il Governatore del Nebraska, Sterling Morton, a dedicare un giorno all’anno alla piantagione di alberi per creare una coscienza ecologica nella popolazione e accrescere il patrimonio forestale del proprio paese. Nacque così l’Arbor Day. Dall’America, l’usanza giunse in Europa. In Italia, nel 1951 una circolare del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste fissò al 21 novembre la Festa degli alberi. La celebrazione è andata avanti per anni. Poi, con l’avvento delle Regioni, la competenza è passata a queste ultime e così ogni ente la celebra a proprio piacimento. Bella è l’usanza di alcuni comuni che, per celebrare la nascita di un bimbo, consentono ai genitori di piantare un albero con il nome del piccolino. E’ un inno alla vita. Mai nessuno, ad onor del vero, dall’antichità ai giorni nostri, aveva immaginato di far mettere la targhetta con il nome del caro estinto, pagando perdipiù un ticket. E, invece, ecco che arriva la novità da Milano. Dedicare un albero a un proprio caro scomparso, nel capoluogo lombardo, sarà possibile con una spesa dai 5 ai 10 euro. Lo stabilisce il nuovo regolamento a difesa del verde approvato dalla Giunta di Palazzo Marino e che andrà all’esame del consiglio comunale. Idea originale, certamente. Con un vago senso di necrofilia.