Oggi Madre Teresa avrebbe compiuto 105 anni: un esempio rivoluzionario

Madre Teresa di Calcutta, un nome che evoca nel mondo l’esempio di una grande religiosa, di una donna unica che ha donato se stessa, la sua intera esistenza, a Dio e agli uomini più sventurati e soli. Oggi  Madre Teresa, al secolo Anjëzë Gonxhe Bojaxhiu, avrebbe compiuto 105 anni. Era nata a Skopje, nella ex Yugoslavia il 26 agosto del 1910, nel primo decennio del XX secolo, un’era a cui avrebbe impresso un’impronta indelibile: la sua.

Madre Teresa, l’esempio

Difficile allora oggi parlare di lei, della sua vita, del suo operato, senza rischiare di apparire banali e ripetitivi. Del resto il suo operato – una vita intera dedicata ai poveri e agli emerginati di Calcutta – la sua devozione, la sua capacità di preghiera, non possono essere riassunti semplicemente ricalcando le orme della sua vita. Ricordando il rispetto profondo che è riuscita a infondere nei più potenti della Terra come negli ultimi disperati di Calcutta da lei accuditi. O semplicemente citando il premio Nobel per la Pace attribuitele nel 1979. No, per rendere omaggio alla memoria e al sacrificio di Madre Teresa occorre soprattutto ricordare che stiamo parlando di una donna che ha cambiato il mondo, e che è stata beatificata da Giovanni Paolo II il 19 ottobre 2003 a Roma, a corollario di una intera esistenza vissuta in nome della fede in Dio e dell’amore per gli uomini.

La «chiamata nella chiamata»

Una donna minuta capace di racchiudere in quelle sue esili fattezze un carisma incontenibile e di esprimere al solo sguardo una fede incrollabile. Amore e preghiera, dunque, sono sempre state le coordinate seguite da Madre Teresa in tutta la sua vita, a partire da quando – appena diciottenne – nel 1928 decise di prendere i voti, entrando come aspirante nelle Suore di Loreto, un ramo dell’Istituto della Beata Vergine Maria che svolgeva attività missionarie in India. O come quando, a un certo punto del suo operato, nel 1950, scelse di fondare la congregazione religiosa delle Missionarie della carità, le sorelle a fianco delle quali Madre Teresa avrebbe lavorato instancabilmente tra le vittime della povertà di Calcutta: un ordine che nel corso del tempo ssarebbe cresciuto fino ad arrivare ad espandersi a livello internazionale, con “epicentro” proprio a Calcutta. Una «chiamata nella chiamata», la sua, che sulla base di quanto da lei stessa rivelato in più occasioni, i biografi di tutto il mondo avrebbero datato la sera del 10 settembre del 1946, quando la religiosa partì in treno per recarsi a Darjeeling, dove avrebbe dovuto trascorrere dieci giorni di esercizi spirituali. Come lei stessa ricostruirà più tardi, allora, fu proprio in quella notte di viaggio, a contatto con condizioni di povertà estrema, che Madre Teresa capì di avere ricevuto una «chiamata nella chiamata». «Quella notte – avrebbe raccontato la religiosa – aprii gli occhi sulla sofferenza e capii a fondo l’essenza della mia vocazione… Sentivo che il Signore mi chiedeva di rinunciare alla vita tranquilla all’interno della mia congregazione religiosa per uscire nelle strade a servire i poveri. Era un ordine. Non era un suggerimento, un invito, o una proposta». Un ordine che Madre Teresa avrebbe onorato fino all’ultimo istante della sua vita, il 5 settembre del 1997.